CORONAVIRUS

«Funerale della ristorazione»,
lumini e divise a terra a Benevento

Sabato 16 Maggio 2020 di Paolo Bocchino

Lumini e una coltre di abiti da lavoro distesa a terra. Evocherà un cimitero la scena che si presenterà questa mattina a quanti transiteranno nel cuore della città, a piazza Castello. Ed è proprio l'immagine che i ristoratori beneventani vogliono dare della condizione in cui versa la categoria. La agognata fase 2 prevista per lunedì in realtà dovrà attendere ancora qualche giorno. La Campania non si allinea ad altre Regioni e fa slittare a giovedì la riapertura completa delle attività di ricettività alimentare. «Non vogliamo riaprire subito, vogliamo riaprire tutto» ha annunciato ieri il governatore De Luca in un messaggio a tratti molto duro nei confronti del Governo. «Siamo a venerdì e le linee guida nazionali arriveranno solo nella giornata odierna - ha proseguito -. Gli esercenti avrebbero solo poche ore per adeguarsi alle disposizioni, non riuscirebbero nemmeno a sanificare i locali con il rischio che al primo controllo vengano sanzionati. Più saggio rinviare a giovedì quando la riapertura potrà riguardare la totalità o quasi delle attività». Spostamento in avanti delle lancette che non muta sostanzialmente il quadro ma riporta un minimo di chiarezza tra gli operatori che da giorni brancolano nel buio. In tanti avevano già optato per il prolungamento della serrata.

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Ricadute più significative invece potrebbe averle l'altro annuncio dato ieri dal numero uno di Palazzo Santa Lucia: «Stiamo lavorando per definire protocolli meno restrittivi in Campania - ha assicurato De Luca -. Con 2 metri di distanza tra i tavoli resterebbe chiusa la gran parte delle attività di ristorazione. Puntiamo invece a rendere sicuro attraverso apposite misure di distanziamento il limite di 1 metro spalla a spalla. Basterà applicare barriere in plexiglass o altro materiale non poroso». De Luca ha infine annunciato che le modalità attuative saranno illustrate attraverso tutorial. Quanto agli altri comparti merceologici, dai barbieri ai negozi di abbigliamento, via libera già da lunedì: «Per agevolare il lavoro - ha dichiarato il governatore campano - amplieremo le fasce orarie di apertura che saranno possibili dalle 7 alle 23, 7 giorni su 7». Le nuove regole d'ingaggio fornite da De Luca permettono agli esercenti di avere un quadro meno nebuloso ma non risolvono i problemi strutturali: «Lo slittamento della data sarebbe avvenuto naturalmente per molti di noi - rivela il portavoce di Emergenza Ristorazione Mario Carfora -. In queste condizioni sono davvero in pochi a poter riaprire tra Benevento e provincia. Attendiamo che la cancellazione delle misure eccessivamente restrittive si concretizzi. Così ci saranno maggiori margini di operatività pur restando una situazione difficilissima. Sulle barriere in plexiglass si è già aperta la speculazione dei rivenditori con prezzi alle stelle».

Alla manifestazione (alle 19 previsto il flash mob con l'accensione delle luci dei negozi) parteciperà anche una delegazione degli esercenti dei locali di intrattenimento serale del centro storico, tra i più penalizzati dalle misure anti assembramenti: «Movida è sinonimo di aggregazione e riesce difficile immaginare ragazzi che escono per poi restare distanti - ammette Valeria, titolare del bistrot Capa Fresca in via de Juliis -. Anche le proposte alternative come la dislocazione in aree esterne ai vicoli fatta dal Comune diventa difficilmente percorribile per gli adempimenti connessi. Nel mio caso ad esempio potrei allestire delle sedute sul corso Garibaldi. Ma le autorità sanitarie rilascerebbero le necessarie autorizzazioni?». Sul tema è intervenuto ieri anche il sindaco Clemente Mastella che ha anticipato a sua volta l'adozione di norme meno afflittive per i ristoratori da parte della Regione. Una svolta che arriverebbe, a detta del primo cittadino, anche dietro sua sollecitazione: «Ho portato la richiesta dei commercianti e ristoratori di Benevento nelle sedi decisionali ed ho trovato disponibilità. Come si dice: se sono rose... Ed ora è maggio».

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Tra le spine invece va annoverata quella relativa all'usura. Il problema connesso ai fenomeni derivanti dal difficile accesso ai canali legali del credito è stato al centro della videoconferenza presieduta dal prefetto Francesco Antonio Cappetta. Hanno partecipato i rappresentanti delle forze dell'ordine, dell'Associazione bancaria, la Camera di Commercio, i Confidi, le Caritas di Benevento e Cerreto Sannita, i referenti delle associazioni antiracket. Decisa l'adozione di una campagna informativa sugli istituti di accesso al credito dedicati alle fasce a rischio. «Per favorire l'erogazione dei fondi di prevenzione usura - spiega Cappetta - chiederò a confidi, associazioni e fondazioni di fornire all'Abi i dati relativi alle convenzioni stipulate con le banche». E sul numero di prestiti fin qui erogati ai sensi del «Decreto liquidità» è andata in scena una clamorosa rottura tra il presidente dell'ente camerale Antonio Campese e il referente Abi che non ha fornito i dati sulle pratiche liquidate in Campania e nel Sannio. 

Ultimo aggiornamento: 11:46 © RIPRODUZIONE RISERVATA