Maltempo nel Sannio: grandinata improvvisa distrugge i raccolti

Di Santo (sindaco di Castelvenere): «Abbiamo avviato una ricognizione dei vitigni. Chiediamo stato di calamità»

La grandine caduta a Castelvenere
La grandine caduta a Castelvenere
di Antonio Mastella
Mercoledì 29 Maggio 2024, 00:00 - Ultimo agg. 08:35
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Chicchi di ghiaccio grandi più o meno come nocciole; si sono abbattuti, nel primo pomeriggio tra le 13,30 e le 14,30 sul telesino investendo, in particolare, l’area che gravita intorno a Castelvenere, il comune più vitato d’Italia. In un’ora circa, è stata così violenta la grandinata che ha trasformato alcune delle strade della cittadina in torrenti di qualche centimetro di profondità. Appena lambiti, per fortuna, i territori dei comuni limitrofi come Guardia Sanframondi, Solopaca e Telese. Ad essere investite dalla enorme intensità della precipitazione, neanche a dirlo, vitigni e uliveti.

«Abbiamo notizia che le precipitazioni – chiarisce Immacolata Tufo, imprenditrice del luogo, referente per il settore vitivinicolo della Coldiretti sannita – hanno coinvolto in maniera devastante soprattutto le colture vitivinicole di Castelvenere e della zona denominata “Petrara”.

Non mi giungono, per fortuna, segnalazioni altrettanto gravi per quel che concerne i campi coltivati nel complesso della Valle Telesina». È ancora presto, naturalmente, per tirare le somme e capire l’entità del danno causato ad un territorio particolarmente votato alla produzione dei Docg e Dop sanniti come aglianico e falanghina.

«Non è ancora possibile avere un quadro sufficientemente chiaro delle conseguenze prodotte dalle avversità atmosferiche hanno inflitto – conferma – alle colture; da qui a poco, tuttavia, domani al massimo, saremo in grado di quantizzare la portata del colpo inflitto a vigneti ed uliveti». Il sindaco Alessandro Di Santo, si è subito attivato per rendersi conto dell’accaduto. «Abbiamo avviato – avverte - una immediata ricognizione per verificare i danni causati ai vitigni dalla violenta grandinata che nel primo pomeriggio si è riversata su Castelvenere». Una volta conosciuta la dimensione del disastro, anche domani (oggi, per chi legge) chiederà alla Regione Campania il riconoscimento dello stato di calamità naturale. Dalla prima sommaria ricognizione, in ogni caso, il primo cittadino con i suoi tecnici ha potuto accertare che «in alcune aree del territorio, come quella di contrada Petrara, la grandinata ha colpito così violentemente i vigneti che molti giovani grappoli sono caduti a terra. Al momento – conclude - non sappiamo quantificare con precisione l’entità dei danni ma sicuramente avvieremo tutte le procedure del caso per venire incontro ai nostri imprenditori agricoli colpiti dall’avversità atmosferica».

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La già senatrice Sandra Mastella, in corsa per un seggio a Strasburgo, appresa la notizia del dramma che ha colpito non pochi imprenditori, ha subito espresso «solidarietà alle comunità investite da una violenta grandinata che oggi ha coinvolto, sia pure in misura minore, le aree di diverse comunità della Valle Telesina, causando seri danni all'agricoltura e disagi al traffico. Le precipitazioni hanno devastato le colture, mettendo a rischio il raccolto e compromettendo l’attività degli agricoltori che potrebbero dover affrontare ingenti perdite». Alla luce dell’accaduto, si è subito preoccupata di rivolgere «un appello urgente al Governo affinché intervenga con misure di sostegno per le aree coinvolte».

È fondamentale, a suo giudizio, «attivare tutti i meccanismi necessari previsti per questi casi, perché si ottenga il riconoscimento dello stato di calamità naturale e garantire così risorse immediate, congrue per il ristoro dei danni e il ripristino delle infrastrutture». E non è tutto. Ha altresì sollecitato le istituzioni regionali e nazionali di «collaborare con le autorità locali per assicurare un supporto tempestivo ed efficace». Per il terzo anno consecutivo, maggio è il mese che sta rivelandosi il più inclemente per l’agricoltura sannita. Tra siccità prima e precipitazioni interminabili poi, nel 2022 e allo stesso modo nel 2023, gli agricoltori hanno dovuto fare i conti con una batosta vicina al 40 per cento di produzione in meno con milioni di euro di introiti persi.

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