Covid a Benevento, l'ordine dei medici:
«Personale ridotto e ospedali affollati»

Giovedì 13 Gennaio 2022
ospedale Benevento

Il consiglio dell'ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Benevento esprime «viva preoccupazione sulla tenuta del sistema sanitario territoriale, che rischia di essere travolto dal numero dei contagi di queste settimane». Il consiglio dell'omceo di Benevento si è riunito in seduta straordinaria «in considerazione del notevole aumento dei casi di contagio da Sars-Covd-2 e delle ultime decisioni assunte dalla Regione Campania.

Dopo due anni di pressione - scrive l'ordine dei medici di Benevento - i medici sono allo stremo. I medici di famiglia ed i pediatri di libera scelta, oltre a garantire l'assistenza ai loro pazienti Covid e non Covid, sono obbligati ad un superlavoro amministrativo-burocratico, per la segnalazione delle positività e per le procedure legate alle quarantene e all'isolamento».

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La situazione, prosegue la nota, «è critica anche negli ospedali. Sebbene la malattia sia meno aggressiva e i pazienti che necessitano di terapie intensive sono pazienti non vaccinati o con pluripatologie, il Covid spaventa ancora, e le persone alla minima difficoltà respiratoria ricorrono al pronto soccorso e gli ospedali cominciano a non reggere più. Reparti pieni, pronto soccorso al limite della capienza. Il tutto complicato ed aggravato dai contagi dei medici e degli infermieri, che riducono ancora di più il personale già cronicamente in sofferenza. La nostra preoccupazione è che si possa creare un grave vulnus assistenziale per molte patologie.

Il Covid non ha mandato in pensione le altre malattie e la sospensione temporanea delle attività di elezioni e di specialistica ambulatoriale nel ssr, in atto nella nostra regione da lunedì, certamente complicherà una situazione già molto compromessa». A tal proposito, «fermo restando il diritto della Regione ad emanare disposizioni restrittive sulla assistenza ospedaliera, qualora lo ritenga indispensabile per far fronte alla emergenza pandemica altrimenti non controllabile, come ordine dei medici riteniamo importante stigmatizzare che, con le stesse disposizioni, si nega ad una ampia fetta di persone il diritto alla tutela della salute, acuendo le disuguaglianze sociali tra chi può accedere a prestazioni private e chi non può permetterselo».

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