Pini, la Soprintendenza al Comune:
«Ridurre al minimo quelli da tagliare»

Lunedì 11 Ottobre 2021 di Paolo Bocchino
Pini, la Soprintendenza al Comune: «Ridurre al minimo quelli da tagliare»

«Ridurre al minimo i pini da tagliare». Firmato: la Soprintendenza. Non conosce pause la vicenda legata al destino degli storici alberi di viale degli Atlantici, da tempo al centro di una intricata querelle sull'asse Comune - comitati civici. Il caso fa registrare una significativa novità con la nota inviata nelle scorse ore dalla Soprintendenza all'ufficio Verde pubblico del Comune, finalizzata a rivedere al ribasso il numero di conifere «pericolose» da sostituire: non più 24, come autorizzato in precedenza dalla stessa struttura ministeriale sulla scorta della perizia Cardiello commissionata da Palazzo Mosti, ma il quantitativo minore possibile seguendo la successiva perizia effettuata dal team di consulenti della Procura, guidato da Colombo.

«Tra i compiti della scrivente - mette nero su bianco il funzionario della Soprintendenza Gennaro Leva nella nota inviata al Comune il 5 ottobre - vi è quello del mantenimento dei caratteri della città antica e moderna di interesse storico che, nella fattispecie in oggetto, si traduce nell'operare affinché siano mantenuti i caratteri distintivi ed estetici di viale degli Atlantici, cioè i filari di pini nella forma e consistenza attuale. La chiesta rideterminazione, però, non può essere aliena alle esigenze di tutela della privata e pubblica incolumità, né riguardare considerazioni sulla qualità e quantità di alberatura da sottoporre a sostituzione, non avendo personale competente in materia. Per quanto detto - conclude il responsabile Vincoli della Soprintendenza - si invita codesto ente comunale a ridurre, se possibile, il numero di 24 pini da sottoporre a sostituzione». Uno stop sostanziale dunque quello che arriva dagli uffici ministeriali, pur nella felpata forma istituzionale del «se possibile».
Presa di posizione sollecitata dal movimento Città Verde e dal sodalizio Giù le mani, autori di una istanza a firma dell'avvocato e vicepresidente del comitato Luca Coletta, con la quale la Soprintendenza è stata portata a conoscenza della esistenza della perizia commissionata dalla Procura. Studio condotto dal collegio peritale formato dal docente di Chimica del suolo e Pedologia Claudio Massimo Colombo e dagli agronomi Stefano Vitale e Giovanni Plescia nell'ambito del procedimento giudiziario a carico dei funzionari municipali Andrea Lanzalone e Giovanni Zollo, tuttora in corso.

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La Procura aveva inizialmente disposto anche il sequestro di tutti i 352 pini della zona alta, poi cassato dal Riesame. Ma nel procedere, il Comune dovrà ora tenere conto della moral suasion della Soprintendenza innescata dai comitati, e in particolare dal presidente di Città Verde Ambner De Iapinis: «Quando ha presentato richiesta di taglio di alcuni alberi, ad agosto - rileva l'ambientalista - l'amministrazione non ha presentato le importanti perizie della Procura ma solo le proprie. La Soprintendenza non era dunque a conoscenza delle deduzioni dei superesperti della Procura che hanno individuato solo 16 alberi eventualmente da tagliare. Strano per una amministrazione che si dichiara trasparente ma che invece appare come un palazzo delle nebbie. A nostro avviso questa condotta rappresenta anche uno sgarbo alla Procura con la quale il Comune dice ogni giorno di collaborare. In realtà abbiamo dovuto inviare noi alla Soprintendenza la perizia effettuata dalla magistratura, e l'ente ministeriale di fatto sbugiarda l'amministrazione, chiedendo la riduzione dei tagli previsti e ricordando che solo in caso di imminente pericolo, da dimostrare sotto responsabilità penale e civile, si può procedere a tagli».

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Una questione che si proporrà tra i primi punti all'ordine del giorno della nuova amministrazione comunale a prescindere dall'esito del ballottaggio: «Alla luce della comunicazione della Soprintendenza - anticipa il dirigente dell'ufficio verde pubblico del Comune Antonio Iadicicco - chiederemo un confronto con la Procura per concordare la linea da seguire nell'attuazione dell'intervento di messa in sicurezza e sostituzione delle alberature a rischio. Le perizie forniscono risultanze in parte sovrapponibili e in parte discordanti. Non potendo stabilire a priori quale delle due sia più attendibile, dovendole considerare entrambe degne della massima attenzione, è necessaria una sintesi condivisa».
 

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