Benevento «riciclona» ma la tassa
sui rifiuiti resta al top

Sabato 27 Novembre 2021 di Paolo Bocchino
Benevento «riciclona» ma la tassa sui rifiuiti resta al top

Bollette tra le più salate d'Italia ma differenziata al top. Nel report di Cittadinanzattiva ci sono ancora una volta le due facce della raccolta rifiuti a Benevento. L'associazione di rappresentanza dei consumatori ha presentato ieri la nuova edizione del dossier stilato annualmente dall'Osservatorio prezzi e tariffe. Per il capoluogo sannita il responso aggiornato al 2021 è una sostanziale conferma, sia sul versante dei costi che restano i più alti in Campania e tra i più elevati del Paese, sia sul piano della gestione che si caratterizza per l'alta percentuale di differenziata e una produzione limitata.

Sul fronte della spesa, Benevento si classifica ancora una volta nella top ten italiana con il terzo posto assoluto e una media di 464 euro per nucleo familiare (modello campione dell'indagine: 3 persone con una casa da 100 metri quadrati). È la stessa cifra pagata anche nel 2020 e dunque, quantomeno, nell'ultimo anno non si sono registrati aumenti. Più onerose in ambito nazionale solo Catania (504 euro) e Genova (480 euro). Ma in generale è la Campania ad avere problemi di esosità della tassazione sui rifiuti come dimostrano le performance di Salerno, quarta con 462 euro, e Napoli, quinta a 455 euro. Tari più umana a Caserta dove i bollettini riportano in media la cifra di 368 euro. Possono festeggiare solo i cittadini di Avellino che quest'anno si sono visti richiedere 333 euro per famiglia. Con i suoi 464 euro Benevento si colloca al di sopra anche della media della Campania che è la regione più costosa in assoluto con 416 euro contro uno standard nazionale di 312 euro. E leggendo le classifiche redatte dall'associazione non si può non provare un briciolo di invidia per i 121 euro versati all'anno dai contribuenti di Potenza, capoluogo più economico del Paese.

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Le buone notizie giungono dal fronte della produzione annua di rifiuti e della percentuale di selezione. Cittadinanzattiva prende a riferimento i dati ufficiali contenuti nel Rapporto Ispra 2020, che a sua volta si basa sull'andamento della raccolta nel 2019. Numeri che evidentemente costituiscono una fotografia datata della situazione, ma non troppo distante dalla realtà attuale. A Benevento viene attribuita una produzione annua totale di 439 chili per abitante, inferiore alla media regionale di 449 chili. Per quanto riguarda la differenziata, Ispra attesta il 62,1% che colloca il capoluogo sannita in vetta alla classifica regionale, meglio anche della media nazionale (61,3%). Un primato che peraltro, com'è noto, si è ulteriormente rafforzato con la recente pubblicazione dei dati dell'Osservatorio regionale rifiuti che riconosce a Benevento un cospicuo 66,1%.

Riscontri statistici basati sulla verità oggettiva dei numeri, che richiedono però al contempo un inquadramento nel contesto territoriale: «La semplice lettura della classifica di Cittadinanzattiva non è esaustiva e può risultare fuorviante se non analizzata nel dettaglio - puntualizza l'amministratore di Asia Donato Madaro -. Accanto alla cifra versata in media dai cittadini di Benevento andrebbe aggiunta una postilla che spieghi ai lettori qual è la condizione in cui si trova da anni questa provincia, totalmente priva di qualsivoglia impiantistica di settore. È questa mancanza che fa lievitare enormemente i costi. Solo per restare alle voci di costo più consistenti, oggi paghiamo circa 200 euro per conferire una tonnellata di rifiuti biodegradabili da cucina, il doppio di quanto pagheremmo se avessimo un digestore anaerobico sul territorio a prezzo calmierato. Va poi calcolata l'incidenza dei continui viaggi fuori provincia, a Tufino nel Napoletano o a Pianodardine, per lo smaltimento dell'indifferenziato. Abbiamo stimato un aggravio totale non inferiore a 1 milione di euro, che ripartito per la platea delle circa 22mila utenze presenti in città determinerebbe un risparmio secco di almeno 50 euro per famiglia l'anno, uscendo così dalla top ten. Senza dimenticare la peculiarità territoriale che fa di Benevento il capoluogo più esteso della Campania, con le relative ricadute gestionali».
 

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