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Benevento, servizi idrici:
verso la proroga alla Gesesa

Venerdì 20 Maggio 2022 di Paolo Bocchino
Benevento, servizi idrici: verso la proroga alla Gesesa

L'odissea di Gesesa in città non finirà il 30 giugno. Il lungo rapporto avviato nel 1992 sta per giungere al termine. O almeno dovrebbe, stando alla scadenza della concessione stipulata trent'anni fa dal Comune con la società erede della Beneventana servizi. Che nel frattempo è divenuta una costola importante del colosso romano Acea, intestandosi la gestione del servizio idrico integrato di 22 comuni sanniti. Palazzo Mosti ne è al contempo socio al 38 per cento e cliente. Un ruolo, quest'ultimo, che dovrebbe terminare tra poco più di un mese. Ma per quella data non ci sarà pronto al subentro il naturale gestore che, legge alla mano, dovrebbe essere il gestore unico dell'Ambito.

L'eternamente atteso affidamento da parte dell'Ente idrico campano non è ancora in vista, ma i rubinetti cittadini non possono restare a secco per inadempienze burocratiche. La via d'uscita alla annunciata impasse non può che essere una pratica tra le più ricorrenti nelle patrie amministrazioni: la proroga. Un prolungamento necessitato, giusto il tempo che l'Eic provveda a individuare il legittimo titolare del servizio. Già: ma quando ciò avverrà? Impossibile da stabilirlo con esattezza. L'Ambito «Calore Irpino» vive una fase di travaglio e potrebbe presto scindersi in due entità autonome coincidenti rispettivamente con i confini provinciali sannita e irpino.

A individuare il futuro gestore sarebbe quindi il nascituro Ambito idrico «Sannio», evitando così la temuta cannibalizzazione tra i player del territorio Gesesa e Alto Calore che ha rappresentato la ragione di fondo del prolungato stallo. Come poi fare in modo che Gesesa possa aggiudicarsi il servizio? L'idea è quella di acquisire al patrimonio di Palazzo Mosti il pacchetto azionario necessario a diventare socio di maggioranza, così da poter procedere a un affidamento in house senza procedura concorrenziale. Ma si tratta di scenari. L'attualità racconta il primo passo fatto dall'esecutivo Mastella per mettere in sicurezza la continuità del servizio. La Giunta ha varato ieri la delibera «Indirizzi in merito alla gestione del servizio idrico integrato in favore della società Gesesa». Di fatto, una proroga sine die della concessione: «L'adozione della presente deliberazione - recita il provvedimento - si rende necessaria in quanto l'Ente Idrico Campano è al momento inadempiente rispetto agli obblighi e all'avvio delle procedure amministrative relative all'individuazione del soggetto gestore unico. In tale contesto normativo, è necessario per l'ente esclusivamente garantire la gestione del servizio idrico integrato, nonché la manutenzione degli impianti di acqua potabile, fognatura e depurazione».

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Per mettere in chiaro che di mera esigenza si tratta e non incappare in eventuali contestazioni, la giunta Mastella puntualizza che «le pronunce del giudice amministrativo stabiliscono che il servizio idrico può essere legittimamente espletato dai Comuni fino all'effettivo subentro del nuovo gestore individuato dall'Ente d'Ambito», citando la giurisprudenza amministrativa consolidatasi in tema. Quindi il passaggio chiave del documento: la proroga sarà formalizzata dopo aver acquisito dall'Eic informazioni puntuali sullo scenario: «Ritenuto in questa fase richiedere all'Ente Idrico Campano lo stato del percorso di sua competenza, necessario all'individuazione del gestore unico nel Distretto Calore Irpino, al fine di legittimamente adottare la deliberazione di proroga del servizio».

Intanto, l'azienda ha annunciato che stanotte è prevista un'interruzione di 5 ore della erogazione in gran parte del capoluogo.
E in tema si segnala un passaggio dei revisori dell'ente contenuto nella relazione sul Consuntivo 2021. Nel capitolo sulle partecipate, il collegio presieduto da Serpico invita l'ente a garantire «l'adeguamento dei parametri fissati dal Testo unico in riferimento al numero dei componenti del Consiglio di amministrazione della Gesesa», passaggio che porterebbe a ridurre l'attuale composizione. I revisori inoltre sollecitano il Comune «a monitorare costantemente l'evoluzione del procedimento giudiziario che ha portato al sequestro di 78 milioni, e a mettere in essere tutte le opportune azioni a tutela del Bilancio comunale».
 

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