Meningite, maestra d'asilo gravissima
a Benevento: scatta la profilassi per i bimbi

Domenica 26 Gennaio 2020 di Luella De Ciampis

Sono gravissime le condizioni dell'insegnante di Benevento, trasferita all'ospedale Cotugno di Napoli nella notte tra venerdì e sabato, a causa di una meningite, presumibilmente su base batterica. La 30enne è stata visitata dai medici della continuità assistenziale, che hanno riscontrato i sintomi della malattia e hanno predisposto il suo trasferimento al pronto soccorso dell'ospedale Rummo, dove è stata effettuata la prima diagnosi ed è stato deciso il trasporto in eliambulanza al Cotugno di Napoli, specializzato in malattie infettive e urgenze infettivologiche.

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«Abbiamo 16 bambini dice Gennaro Volpe, direttore generale dell'Asl - che erano stati a stretto contatto con l'insegnante. Di questi, 14 avevano fatto il vaccino per la meningite, mentre gli altri due non lo avevano ancora fatto per motivi di salute. Subito abbiamo contattato le mamme, che sono state avvertite dell'infezione da meningococco, così come i pediatri di base, che saranno a disposizione delle famiglie. Al momento la situazione è sotto controllo, sia perché è già stata messa in atto la profilassi per tutti e 16 i bambini, che per quanto riguarda la copertura vaccinale ottimale. Comunque la nostra azienda rimane a disposizione delle mamme dei piccoli. È una fortuna che i genitori ci abbiano seguito in questo progetto, vaccinando i propri figli. Intanto, la scuola non resterà chiusa, in quanto la meningite si trasmette per via diretta e quindi le linee guida non prevedono questa misura precauzionale».

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La profilassi, quindi limitata a tutti i bambini dell'asilo in cui la donna prestava servizio e al personale dell'istituto, che è entrato in contatto con lei, è stata già avviata. E contestualmente è stata avviata per i sanitari della continuità assistenziale, per quelli del pronto soccorso, per i familiari della 30enne, per il compagno, per il figlio di lui e per tutte le persone con cui ha avuto contatti negli ultimi 7/8 giorni.

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«È superfluo sottolineare dice Luca Milano, vicepresidente Omceo che tra il coronavius cinese e il caso di meningite a Benevento, si è creata immediatamente la psicosi tra i nostri pazienti. Confrontandomi con i miei colleghi, mi sono reso conto che tutti abbiamo registrato un aumento delle richieste di visite dai nostri pazienti nella giornata di ieri, nonostante fossimo in pieno weekend. Noi siamo tutti a disposizione, ma è importante far passare il messaggio che il contagio avviene esclusivamente per contatto diretto tra il malato e il sano. Contatto peraltro avuto negli ultimi 7/8 giorni. Quindi, il panico è assolutamente ingiustificato, perché non c'è nessuna catena di Sant'Antonio con coinvolgimenti trasversali dei familiari e di altre persone che sono entrate in contatto con la persona malata. Per fare un esempio pratico, le mamme dei bimbi che erano nella classe della maestra non devono fare nessuna profilassi, in quanto Il contagio avviene il per passaggio del batterio responsabile dell'infezione, da un organismo all'altro».

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È toccato agli infettivologi del Cotugno procedere alle analisi necessarie per isolare il ceppo, mentre, i medici del pronto soccorso di Benevento hanno informato il dipartimento di Igiene e Prevenzione dell'Asl che è l'organo deputato ad attivare i protocolli. Al momento si parla di un episodio isolato, che fa parte dei casi cosi detti attesie infatti, sempre nel capoluogo, si sono verificati altri due casi di meningite, uno nel 2016 e l'altro nel 2017 che, fortunatamente non hanno avuto esiti drammatici.
 

Ultimo aggiornamento: 27 Gennaio, 08:52 © RIPRODUZIONE RISERVATA