Bufala nell'Isclero, scatta l'allarme:
«Subito gli esami di Asl e Arpac»

di Enzo Napolitano

AIROLA - Ha destato sconcerto nel centro caudino il nuovo ritrovamento di una carcassa di animale nel fiume Isclero: dopo le otto pecore ritrovate e poi scomparse quindici giorni fa è stato il turno di una bufala, probabilmente in acqua già da tempo considerate le condizioni in cui è stata ritrovata.

Molto preoccupata la coordinatrice del Comitato civico «Airola per l'Ambiente», Gabriella Fucci, di professione chimico, che auspica interventi immediati sulle acque del fiume: «Bisogna fare subito chiarezza dice è necessario che chi è delegato alla tutela della salute pubblica chieda alla Asl e all'Arpac di intervenire per renderci tutti conto del livello di inquinamento dell'Isclero. Ma tutto questo richiedendo esami precisi e dettagliati e non generici, che non provano nulla. E poi occorre verificare se queste bestiole fossero infette».

Il sindaco di Airola, Michele Napoletano, non nasconde la sua preoccupazione, ma preferisce distinguere tra privati ed allevatori. «Conduco un'azienda zootecnica - dice - e posso testimoniare quanti controlli ci sono sul bestiame. Chi getta nel fiume la carcassa di un animale è un delinquente e basta. Quasi certamente si tratta di capi senza matricola ma la Asl e i carabinieri della Forestale possono risalire alla sua provenienza, perché un vitello va registrato entro 20 giorni. Credo sia davvero difficile sottrarsi ai controlli, ma poi io mi chiedo a quale fine, se per smaltire un capo giovane morto bastano 50, 60 euro. E anche se non volesse smaltirlo, perché non registrato, i nostri nonni le carcasse le seppellivano. Invece, gettarlo nel fiume è solo un crimine e va punito».
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Venerdì 16 Novembre 2018, 14:00
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