Cipolla di Airola, nasce il presidio Slow Food
per il rilancio economico del Sannio

Venerdì 31 Luglio 2020
Partito nel Beneventano, in Campania, il rilancio economico della cipolla di Airola con la nascita del presidio Slow Food. La cipolla dell'area territoriale della Valle Caudina, con origini che risalgono al 1848 rintracciabili nel testo «Cenno storico e toponomastico dell'antica e moderna Airola sita nella Valle Caudina» del Montella, è prodotta nei comuni di Airola, Bucciano, Bonea, Moiano, Montesarchio, San Martino Valle Caudina, Cervinara, Rotondi, Paolisi, Arpaia. La zona produttiva è attraversata dai torrenti Tesa e Faenza e la vicinanza dei terreni ai corsi d'acqua ha favorito - spiegano gli esperti dell'organizzazione no profit - le caratteristiche ideali per la coltivazione della cipolla. I produttori Slow Food a produrla oggi sono quattordici per complessivi duecento quintali annui di prodotto. L'obiettivo futuro è quello di arrivare a duemila nel giro di qualche anno.

La cipolla si presenta di forma oblunga, con tunica esterna dal tono ramato. La parte interna è rosa e con sfumature longitudinali di colore viola. Dal punto di vista enogastronomico si può consumare cruda in insalata, aggiungerla nelle zuppe di fave o fagioli, o esaltarne il sapore in frittate. «Negli ultimi anni - afferma Armando Ciardiello, fiduciario della Condotta Slow Food Valle Caudina - il suo prezzo all'ingrosso è crollato fino a poche decine di centesimi al chilo, troppo poco per pensare di poterlo renderlo un business appetibile». «Il riconoscimento- aggiunge come Presidio Slow Food, tuttavia, può essere l'occasione di rilancio e rappresentare quel valore aggiunto che dia riconoscimento alla vera cipolla di Airola e consenta di venderla a un prezzo equo» © RIPRODUZIONE RISERVATA