Clan Pagnozzi nel Sannio,
chieste sette condanne

Sabato 24 Ottobre 2020 di Enrico Marra

Una requisitoria fiume quella del pm della Dda, Maurizio Giordano, che ha portato alla richiesta di sette condanne, altrettante assoluzioni e tre prescrizioni per le indagini svolte nel 2014 sulle attività del clan Pagnozzi in Valle Caudina. Coinvolte 17 persone (anche l'ex sindaco di Bonea) accusate, con posizioni differenziate, di associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsione a un cantiere edile di Montesarchio, riciclaggio, falso, tentata introduzione nel sistema informatico di una banca di Londra per trasferire 50 milioni di euro sul conto corrente acceso da una società a Beirut, oltre alla turbativa di gara per i lavori alla scuola elementare e materna di Bonea.


Il pm Giordano ha anche chiesto l'assoluzione per Benedetto Della Camera, 61 anni, di Benevento, e per Orazio Cherubini, 59 anni, di Roma (entrambi dal reato di associazione). Per Cherubini, inoltre, chiesta la condanna a un anno - come truffa aggravata - per la tentata introduzione nel sistema informatico della banca di Londra; e ancora assoluzione dal reato di associazione per Giuseppe Fazzone, 41 anni, di San Nicola la Strada (Caserta). Chiesti 8 anni per Domenico Cavaiuolo, 42 anni, di Pannarano, con imputazione derubricata da associazione a concorso esterno. Cavaiuolo rispondeva anche di intestazione fittizia delle quote della società «Italgiochi», i cui proventi erano in realtà riversati, secondo l'accusa, a Domenico Pagnozzi; richiesta di sei anni per Andrea Battaglia Monterisi, 56 anni, di Roma, con l'accusa di riciclaggio. Avrebbe reimpiegato nella «Puntofin Spa» i proventi economici del clan Pagnozzi. Chiesta l'assoluzione da tentata introduzione e applicazione della misura di sicurezza per Catello Ziccardi, 45 anni, di Benevento; ipotizzata condanna a un anno per Mauro Tabolacci, 58 anni, di Roma e Savino Di Scanno, 60 anni, di Benevento, accusati di truffa; 8 anni a Egidio De Maria, 61 anni, di Ponte per concorso esterno in associazione mafiosa e assoluzione per la truffa; 8 anni a Paolo Russo, 46 anni, di Montesarchio. Il pm gli ha contestato il concorso esterno e l'estorsione. Russo, secondo l'accusa, avrebbe costretto il titolare del cantiere per la costruzione di 33 alloggi Iacp a Montesarchio ad affidare a un'altra ditta - quella di Andrea Rame 37 anni, di Montesarchio (una posizione stralciata) - gli interventi di pulizia e manutenzione dello stesso cantiere.


Avanzata richiesta di assoluzione per Salvatore Cretella, 47 anni, di Casoria, imputato di intestazione fittizia delle quote di una società. Per quanto riguarda la scuola di Bonea, chiesta l'assoluzione per Francesco Ciambriello, 51 anni, di Airola; assoluzione per non aver commesso il fatto per Carlo Ciambriello, 54 anni, di Airola, titolari delle impresa Edilciambriello che si era aggiudicato i lavori della scuola; assoluzione per non aver commesso il fatto anche per Pasquale Giordano, 68 anni, di Arpaia, componente della commissione che aveva effettuato la gara di appalto.
Prescritta la posizione sulla turbativa d'asta di Gennaro Paradiso, 68 anni, sindaco di Bonea fino al maggio 2011 (continuava ad avere un ruolo di primo piano perché sindaco era divenuto il figlio). Lo stesso per Salvatore Izzo, 60 anni, di Bonea, Domenico Ruggiero, 70 anni, di Paolisi, componenti della commissione che aveva effettuato la gara, e assoluzione per gli stessi, perché il fatto non costituisce reato dall'imputazione di falso.
Ieri le prime arringhe dei difensori che sono gli avvocati Angelo Leone, Sergio Rando, Vincenzo Sguera, Veleria Crudo, Raffaele Tibaldi, Nino Lombardi, Roberto Prozzo, Massimiliano Cornacchione, Vincenzo Zahora, Fulvio Dello Iacovo, Pasquale Misciagna, Giovanni Cantelli, Pietro Nicotera, Salvatore Impradice, Danilo Di Cecco, Luca Tortora, Roberto Lombardi, Veronica Paturzo. Le indagini risalgono al 2014 e furono svolte dalla Guardia di Finanza e dai carabinieri. Prossima udienza per la sentenza il 20 novembre.
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