Coronavirus a Benevento, a Paolisi
altri 12 positivi dopo 41 tamponi

Giovedì 9 Aprile 2020 di Luella De Ciampis
Nuovo focolaio del Covid-19 a Paolisi, che da ieri sera e fino al 18 aprile è «zona rossa», come disposto dal governatore De Luca. Una decisione legata all'escalation del numero dei positivi dell'azienda avicola Mauro che ieri è salito a 19. Di questi 13 sono dipendenti, 5 membri della famiglia proprietaria dell'impresa mentre un caso è collegato indirettamente all'azienda. Il Servizio di epidemiologia e prevenzione dell'Asl ha completato le analisi di tutti i tamponi eseguiti sui dipendenti. I risultati sono stati resi noti dalla direzione sanitaria dell'Asl e dai vertici della società. «Dei 41 tamponi esaminati martedì scrivono in una nota sono risultate positive 12 persone, con residenza in diversi comuni. Hanno avuto invece esito negativo i restanti 29 tamponi, 26 dei quali relativi ai dipendenti e tre ai componenti della famiglia Mauro». Del gruppo dei contagiati fanno parte anche tre stranieri, che lavorano nell'azienda ma che risiedono ad Airola, come annunciato dal sindaco Michele Napoletano. Sale così a 19 il numero dei positivi nell'azienda, che oltre che a Paolisi e ad Airola, risiedono a Rotondi, Bucciano, Arienzo e Cervinara. In totale salgono a 122 i casi positivi segnalati nel report dell'Asl, redatto in base all'esito dei 97 tamponi analizzati presso il Cotugno di Napoli. Si tratta di tamponi eseguiti tutti a domicilio dal Sep, 72 dei quali sono risultati negativi e 25 positivi. Di questi ultimi, 4 riguardano persone di altre province, e 21 sono relativi a residenti nel Sannio (rientrano anche i casi di Paolisi».
LA DIREZIONE SANITARIA
«L'analisi dei dati sulla diffusione del virus sottolinea il direttore sanitario Maria Concetta Conte - induce a tenere ancora molto alto il livello di attenzione. Per quanto l'Asl si impegni nel monitoraggio, intervenendo preventivamente dove c'è un minimo rischio di contagio, la collaborazione dei cittadini resta fondamentale per arginare la diffusione dell'infezione. Bisogna continuare ad attenersi scrupolosamente alle disposizioni nazionali e regionali e rimanere a casa, adottando tutte le misure di sicurezza in caso di uscite e spostamenti necessari». Proseguono intanto le verifiche sul personale dell'Asl. Alla luce della positività al Covid-19 di un infermiere professionale assegnato al distretto sanitario di San Bartolomeo in Galdo e ricoverato al Rummo, sono stati effettuati tamponi a tutti i contatti. Le due sole positività riscontrate si riferiscono ai familiari dell'infermiere, già in sorveglianza sanitaria obbligatoria. Ieri sono stati avviati i controlli su tutto il personale in servizio nelle postazioni fisse e mobili di primo soccorso territoriale (Saut e Psaut). Per eseguire i tamponi agli operatori del 118, l'Asl ha utilizzato un camper attrezzato messo a disposizione dal sindaco di Ceppaloni De Blasio con il quale ci si potrà anche spostare sul territorio. Salgono a 122 i casi di Covid-19 censiti dall'Asl e a 41 quelli registrati al Rummo, dove sono stati analizzati 12 tamponi, tre dei quali positivi, ma relativi a conferme di casi già accertati, mentre sono stati effettuati 149 test rapidi, di cui uno solo ha dato esito positivo.
LA POLEMICA
L'emergenza Covid-19 continua ad alimentare il dibattito a Telese Terme. «L'unità di crisi regionale - hanno comunicato i vertici della casa di cura Gepos - ha formalmente accertato che il Comune di Telese si è posto in contrasto con le indicazioni sulla gestione dell'emergenza sanitaria in atto. Il blocco del trasferimento dei pazienti Covid, provenienti da ospedali pubblici, andrebbe infatti a negare il loro diritto costituzionale alla salute». Un affondo al quale non si è fatta attende la replica del sindaco Pasquale Carofano: «Si tratta di accuse tanto gravi quanto infondate. Il Comune di Telese, da me rappresentato, non ha prodotto nessun atto formale di opposizione, ma si è limitato a porre pubblicamente un problema di trasparenza. I diritti costituzionali vanno sempre bilanciati. Da un lato c'è quello alla salute dei contagiati, dall'altro ci sono i diritti costituzionali dei cittadini a non ammalarsi e a esigere che le risorse pubbliche siano oculatamente gestite soprattutto in questa fase di crisi. Abbiamo solo chiesto di essere informati sugli eventuali trasferimenti per poter rispondere alle preoccupazioni della comunità. Riteniamo che si tratti di una richiesta dettata dal buon senso ma soprattutto dall'organizzazione dei servizi pubblici locali per la piena tutela della popolazione e dal necessario coordinamento dell'esercizio delle funzioni e delle competenze. Si pensi ad esempio alla vigilanza del territorio, alla raccolta dei rifiuti tenuto conto della particolare utenza e alla sanificazione delle aree di prossimità così come del resto è avvenuto, autonomamente, martedì». Dalla Maugeri, infine giunge la notizia dell'esito negativo del tampone effettuato su una infermiera della struttura risultata positiva a uno dei 320 test rapidi disposti dall'Asl.
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