Coronavirus a Benevento: elenco
«quarantene», controlli più rigidi

Mercoledì 1 Aprile 2020 di Enrico Marra
Controlli non solo su chi transita nelle vie a piedi o in auto senza motivo ma anche per chi lascia la casa e non ottempera alla quarantena perché risultato positivo ai tamponi e ha avuto contatti con chi è affetto dal virus. Le centrali operative delle forze dell'ordine vengono dotate ogni mattina degli elenchi aggiornati di coloro che sono finiti in quarantena in modo che al momento di verificare le autodichiarazioni che chi è sottoposto a controllo sottoscrive, si può verificare se quei nominativi sono inclusi in quegli elenchi, nel qual caso non scatta solo la multa ma anche la denuncia penale con l'accusa di epidemia colposa. Un richiamo di attenzione inviato alle forze dell'ordine, tenuto conto che con il passare dei giorni è sensibilmente aumentato anche nel Sannio il numero di coloro sono colpiti dal provvedimento di quarantena. Ma ci sono anche i destinatari delle cosiddette «quarantene obbligatorie». Soggetti, questi ultimi, che vengono controllati in particolare dalla polizia municipale con incarico affidato al capitano Franco Casale, presso i loro alloggi.

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Attualmente i nuclei familiari oggetti di questi particolari controlli in città sono undici perché appunto destinatari di provvedimenti emessi dall'Asl che impone una serie di adempimenti tassativi.
Un incremento di questi provvedimenti si è registrato, nelle ultime ore, dopo l'esito dei tamponi risultati positivi e fatti presso la struttura di «Villa Margherita», a Piano Cappelle.
IL BILANCIO
I controlli di quelli che sono stati senza motivo sorpresi lontano dalle loro case e che prevedevano in una prima fase le denunce penali (poi sono sopraggiunte le multe), fanno registrare numeri consistenti. Dall'11 marzo i carabinieri nell'ambito del territorio provinciale hanno elevato 168 tra denunce e multe, mentre 60 sono quelle della polizia di Stato prevalentemente a Benevento, 50 dalla polizia municipale e 40 la Guardia di Finanza che, nel capoluogo, ha anche proceduto a un sequestro di mascherine non idonee e alla chiusura di un bar. In totale sono stati in 318 coloro che sono stati sorpresi in strada senza motivazioni ritenute valide ed espressamente indicate dai decreti. Ieri gli agenti della Squadra Volanti della questura, in particolare, hanno controllato una ventina di esercizi commerciali per verificare se gli addetti sono dotati di mascherine ed altre dispositivi per evitare il rischio contagi e se la clientela rispetta le distanze. Infatti, nei giorni scorsi era stato segnalato che spesso le file con un metro di distanza che si registrano al momento dell'ingresso dei locali vengono rispettate, ma una volta che i clienti sono all'interno si verificano degli assembramenti e anche la merce viene presa dagli scaffali senza i guanti. Inoltre, sempre nella giornata di ieri, vi sono stati ottanta controlli a veicoli e pedoni. Polfer, Croce Rossa e Asl, invece, hanno proceduto a cinque controlli di viaggiatori presso la stazione ferroviaria. Tutti sono risultati negativi al Covid-19. La polizia municipale, invece, ha effettuto 600 controlli con tre multe. Inoltre una pattuglia ha portato anche alimenti a un'anziano in una contrada che avendo il figlio in quarantena perché tornato da «una zona rossa» non era in grado di poter raggiungere un supermercato. Per quanto riguarda il drone, in dotazione ai vigili beneventani, domenica era arrivato il blocco dell'attività, su disposizione del capo della polizia Franco Gabrielli perché erano indispensabili degli approfondimenti dopo la liberalizzazione concessa dall'Enac. Nella serata di lunedì la vicenda si è chiarita ed è stato di nuovo autorizzata l'utilizzazione.
IL TRIBUNALE
Ieri mattina in Tribunale, invece, c'è stata la prima udienza di convalida davanti al Gip Vincenzo Landolfi con il nuovo sistema di videoconferenza. Il Gip era al Palazzo di Giustizia. L'indagato, un uomo di 40 di Montesarchio, accusato di maltrattamenti in famiglia era presso la caserma di carabinieri della Compagnia di Montesarchio, e l'avvocato Carmine Cavuoto, presso il suo studio. Al termine dell'udienza il giudice ha deciso che l'uomo non può avvicinarsi a coniuge e figli.
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