CORONAVIRUS

Coronavirus a Benevento: tamponi,
attesa per 1500, il sindaco dà l'esempio

Venerdì 15 Maggio 2020 di Luella De Ciampis

È iniziato ieri lo screening di massa per il controllo del Covid-19, organizzato dalla Regione Campania con il coinvolgimento dell'Istituto zooprofillattico del Mezzogiorno, dei Comuni e dell'Asl. Tra i primi a effettuare il tampone, il sindaco Clemente Mastella che, di buon mattino, si è recato in auto allo stadio Vigorito per essere «testarto». «Fare il tampone dice - è un obbligo morale nei confronti della propria famiglia, degli amici e della cittadinanza per mettere tutti al sicuro da questo terribile virus. Da parte mia c'è massimo impegno a supportare tutte le iniziative di contrasto al coronavirus e nei prossimi giorni mi adopererò per effettuare delle donazioni alle strutture ospedaliere del territorio che hanno dimostrato efficienza e professionalità. Il personale sanitario ha dato il massimo in questi mesi di emergenza, dimostrando che esistono eccellenze anche nella nostra città. Un elemento che ci tranquillizza in quanto, qualora il virus dovesse ripresentarsi nei mesi autunnali, i nostri ospedali saranno pronti, e i cittadini potranno ricevere cure appropriate e beneficiare di strumenti innovativi».

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Per quanto riguarda l'ordinanza che dispone che gli esercenti espongano la certificazione «Covid free», il sindaco chiarisce: «Non c'è l'obbligo, ma si tratta di una misura necessaria che fa appello a una forte moral suasion per offrire a tutti i cittadini le opportune garanzie, utili ad annullare qualsiasi preoccupazione. Se venisse riscontrata qualche positività il dipendente andrebbe in quarantena ma non verrebbe chiuso il locale. Quanto all'apertura di bar e ristoranti, sto considerando la possibilità di autorizzare la concessione di aree davanti alle attività con margini di espansione, affinché gli esercenti possano offrire i loro servizi all'esterno. Nel decreto di mercoledì c'è una norma che consente ai sindaci di muoversi in tal senso. Benevento è il primo capoluogo di provincia ad aver avviato l'attività di screening, lasciando un'impronta importante, di forte impatto. L'unica cosa che non va in questo momento è l'atteggiamento troppo disinvolto dei giovani che non disdegnano gli assembramenti. Nel prossimo futuro c'è invece la concreta possibilità che per l'autunno si possa approntare un vaccino per contrastare il Covid».
L'ORGANIZZAZIONE
Lo screening, che prevede l'esecuzione di tamponi per 3.000 persone in due giorni, è stato effettuato nella giornata di ieri a 1500 cittadini che appartengono alla fascia delle categorie più esposte che operano negli uffici pubblici, mentre oggi sarà fatto a tutti gli esercenti che sono a contatto con il pubblico. A operare in ognuna delle sei postazioni organizzate, un medico, un infermiere, un volontario della Croce Rossa e uno della Misericordia. «Stiamo lavorando - dice Alfonso Gallo, responsabile dell'Istituto Zooprofilattico al ritmo di 250 tamponi all'ora che saranno analizzati dai laboratori che rientrano nella rete regionale. I positivi saranno segnalati immediatamente al sindaco e saranno presi in carico dall'unità operativa epidemiologica dell'Asl, che attiverà il protocollo previsto e l'Usca». Una task force considerevole che ha potuto contare anche sul coinvolgimento dell'Ordine degli infermieri e su quello dei medici di Medicina generale, attraverso il personale che si è offerto per effettuare lo screening. «I tamponi dice Luigi Abbate, consigliere dell'Omceo e medico di base sono l'unica possibilità per tracciare gli asintomatici e per garantire la sicurezza di tutti. Dobbiamo lavorare in sinergia con le istituzioni che ci accompagnano in questo percorso di lotta al coronavirus per evitare che, in caso di una recrudescenza della malattia, ci siano altre vittime. Sono morti 80 medici di base ed è opportuno che si creino i presupposti per lavorare in sicurezza e per garantirla alla popolazione».
Intanto, le consigliere comunali M5S, Marianna Farese e Anna Maria Mollica chiedono il ritiro dell'ordinanza sull'obbligo dei bollini «Covid free», in cui è scritto: «È fatto obbligo agli esercenti di attività di generi alimentari di esporre il risultato del tampone. A nostro parere, l'esposizione di un bollino covid free deve essere colta come una garanzia di sicurezza per gli esercizi commerciali e per i loro clienti, ma non può avere un valore coercitivo, la cui inosservanza comporta una sanzione. Il sindaco non può trasformare in obbligo un giusto invito alla responsabilità, acuendo ulteriormente il clima di tensione e di sospetto legato alla paura indiscriminata del contagio».
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