Coronavirus nel Sannio, la clinica
non chiude: ipotesi ospitare contagiati

Domenica 29 Marzo 2020 di Luella De Ciampis
Villa Margherita non chiude i battenti. Nelle ultime ore, si sta facendo chiarezza sull'immediato futuro della struttura. La clinica rimarrà aperta perché una parte del personale in malattia sta ritornando in servizio, e, contestualmente, si sta cercando di reperire altri operatori socio sanitari per fronteggiare l'emergenza. Si sta addirittura ipotizzando di trasformare il centro in un «Covid hospital», provvedendo alla dimissione dei pazienti asintomatici e accogliendo quelli contagiati. Una possibilità abbastanza concreta, in quanto confermata dal personale dipendente. Dei pazienti positivi, due sono ricoverati al «Rummo», mentre i 30 tra positivi e sospetti al momento rimarranno in clinica.

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Spetterà all'Asl, che non ha ancora assunto alcuna decisione in merito, trovare poi una soluzione definitiva. Gli scenari aperti all'indomani della scoperta del focolaio di Villa Margherita, sono tendenzialmente due: la possibilità di inviare una task force di medici e infermieri nella struttura per sopperire alla carenza di personale, determinata dal contagio, o quella di spostare i pazienti meno gravi in una clinica del territorio sannita. Ne sarebbe stata identificata già qualcuna che peraltro ha dato la disponibilità all'accoglienza dei pazienti Covid.

Una notizia che ha suscitato la reazione immediata del sindaco di Telese Terme Pasquale Carofano. «Avendo appreso in via informale del trasferimento dei pazienti Covid-19 dalla struttura di Villa Margherita alla casa di cura Gepos - scrive in una nota - mi sono immediatamente attivato per esprimere al prefetto, al direttore generale dell'Asl, alla direzione regionale per la Salute e alla task force che si occupa dell'emergenza, la contrarietà del Comune di Telese Terme alla scelta fatta. La decisione infatti era stata adottata senza provvedere a inoltrare un avviso ufficiale all'amministrazione. Ho pertanto provveduto a informare i capigruppi comunali Marilia Alfano, Giovanni Liverini e Angela Abbamondi e insieme abbiamo chiesto di essere portati a conoscenza delle reali intenzioni e di tutta la documentazione esistente, condividendo la ferma opposizione allo spostamento dei pazienti nel nostro territorio». La Gepos, si apprende, avrebbe offerto disponibilità per ospitare 60 pazienti Covid-19. Indiscrezione, però, le corso della giornata non confermata dalla società.

IL PRESIDIO
Intanto, Villa Margherita rimane presidiata dalle forze dell'ordine che, in base a turni prestabiliti, regolano accessi e uscite di quella piccola fetta di operatori ancora in servizio. Per l'intera giornata di ieri, le pattuglie di carabinieri, guardia di finanza e polizia, si sono alternate davanti al centro riabilitativo, allo scopo di blindarlo. Sono 25, secondo le stime dell'Asl, i tamponi risultati positivi, e di questi, solo 9 sono riferiti a persone provenienti da altre province. Al momento rimane invariato il numero dei tamponi eseguiti su degenti e personale del centro riabilitativo, ma la situazione è comunque in continuo divenire, perché, come confermato dal management della struttura «c'è ancora un numero imprecisato di dipendenti, per il quale, nonostante non ci sia una conferma ufficiale, sono presenti sintomi potenzialmente riconducibili al Covid-19. Già nei giorni scorsi, in molti avevano inoltrato certificato medico ed erano in malattia a casa, per questi ultimi, come per i casi positivi, da ieri è scattata la quarantena. Abbiamo quindi chiesto l'intervento dell'Asl, che valuterà l'opportunità di predisporre l'invio di personale sanitario di supporto o di trasferire i pazienti in altre strutture».

LA CASA DI CURA
Intanto, il dipartimento di Epidemiologia dell'Asl è al lavoro per ricostruire la storia epidemiolgica dei pazienti e del personale sanitario. La clinica, in cui operano 120 dipendenti di diverso profilo professionale, è dotata di 135 posti letto ospedalieri accreditati. Di questi, 105 sono destinati alla riabilitazione intensiva e 30 alla lungodegenza riabilitativa. Il focolaio di infezione si è sviluppato nel reparto orto-neurologico, in cui era ricoverato il paziente proveniente da San Mango sul Calore, attualmente in degenza al «Rummo» per Covid-19. Sono 12 i comuni sanniti n cui risiedono persone risultate positive dopo i tamponi effettuati nel centro riabilitativo: Benevento, San Giorgio del Sannio, Ceppaloni, Santa Croce del Sannio, Pago Veiano, Castelfranco in Miscano, Faicchio, Pesco Sannita, Airola, Moiano, Sant'Agata e Castelpoto.

IL BILANCIO
Sul fronte dei contagi, dal Rummo arrivano risultati dei primi tamponi: 10 quelli positivi sui 25 analizzati. Dato che aggiorna il bollettino diramati dall'Asl in mattinta che riferiva di 37 positivi, distribuiti sull'intero territorio. Intanto, in giornata c'è stato il trasferimento al «Rummo» a bordo di un'ambulanzadel 118 di una donna ospite di una Rsa di Bonea per sospetto contagio. © RIPRODUZIONE RISERVATA