Covid a Benevento, altri due decessi
e scoppia il caso degli anestesisti

Giovedì 12 Novembre 2020 di Luella De Ciampis

Continua senza sosta l'escalation di decessi al Rummo. A uscire sconfitti dalla battaglia contro il Covid un 65enne di Ceppaloni, ricoverato da sabato insieme alla moglie, e una 74enne di Telese Terme. Sono 69 le morti registrate dall'inizio della pandemia, 43 dall'inizio di agosto (26 i sanniti che hanno perso la vita), di cui 8 negli ultimi tre giorni. Sono, invece, 92 i pazienti in degenza nei reparti Covid dell'ospedale cittadino e sei i guariti. Dei 402 tamponi processati, 99 hanno dato esito positivo ma solo 31 rappresentano nuovi casi. Boom di positivi nel Sannio che salgono a 1372, 110 in più in una sola giornata. Registrati quattro positivi tra i dipendenti della clinica Maugeri di Telese Terme su 178 tamponi antigenici effettuati su tutto il personale.

Intanto, scoppia il caso anestesisti. C'è il timore che la Regione, dopo aver disposto il trasferimento dei pazienti degli ospedali di altre provincie presso il nosocomio sannita, possa «acquisire» anche gli anestesisti del «Rummo» per destinarli agli ospedali napoletani, che sono in affanno. Di certo, la Regione sta facendo una ricognizione negli ospedali campani per valutare la quantità di anestesisti nella disponibilità di tutte le strutture. Uno screening che sta interessando anche il «Rummo», tra l'altro, sottodimensionato per il numero di professionisti del settore perché ha disposizione solo 30 anestesisti rispetto ai 50 che servirebbero per coprire l'intero fabbisogno. Un buon numero comunque, rispetto agli anni scorsi in cui gli anestesisti in servizio non arrivavano a 20. Infatti, da qualche mese, ne sono stati reclutati 9 dalla graduatoria concorsuale, oltre a essere state attivate convenzioni con ospedali di altre province, l'ultima in ordine cronologico con il «Sant'Anna e San Sebastiano» di Caserta, per 200 ore mensili di prestazioni di anestesia e rianimazione. Provvedimenti che stanno consentendo all'azienda ospedaliera «San Pio» di continuare a erogare i servizi, sia ordinari che in area Covid, nonostante sia sotto organico. Sulle motivazioni della ricognizione si sta addensando l'ombra scura della paura che all'ospedale cittadino possano essere richiesti medici anestesisti da destinare alle strutture napoletane. Allo stato attuale, non è stata avanzata alcuna richiesta specifica ma persiste il timore che si possa verificare un'eventualità del genere. Ipotesi, che riferiscono fonti interne, sarebbe fortemente contrastata dal direttore generale Mario Ferrante.

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Intanto, l'unità di crisi della Regione ha reso noto che, nella settimana appena trascorsa, la percentuale di occupazione dei posti letto di terapia intensiva in ambito regionale è del 27%. Dato, questo, che non dà la percezione esatta della situazione nel dettaglio. Intanto, dopo le polemiche di martedì a Sant'Agata de' Goti, a causa della notizia di un'eventuale smobilitazione del reparto di Anestesia del Sant'Alfonso Maria dei Liguori, ieri la protesta è rientrata. Le esponenti del comitato «Curiamo la vita», che avevano presidiato il presidio ospedaliero minacciando lo sciopero della fame, hanno interrotto la protesta, dopo le rassicurazioni in merito arrivate dal manager Ferrante.

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Tuttavia, contestualmente al dilagare della pandemia sull'intero territorio, aumentano le polemiche, le rimostranze ma anche i disguidi e le difficoltà, spesso evidenziati dai sindaci. È di ieri la lettera scritta dal sindaco di Sant'Agata, Salvatore Riccio, ai direttori generale e sanitario dell'Asl, Gennaro Volpe e Maria Concetta Conte, in cui lamenta i ritardi nella comunicazione dei cittadini positivi al Covid e di quelli che si sono negativizzati dopo la quarantena imposta. «Un ritardo scrive il sindaco che sta creando non pochi problemi per l'attivazione delle ordinanze di quarantena e di isolamento obbligatori e di quelle di revoca per l'avvenuta guarigione. In entrambi i casi, non riusciamo a intervenire tempestivamente e di tracciare i contagi in autonomia. Per questo, chiediamo al management di essere messi nelle condizioni di poter operare sul territorio in modo più efficiente ed efficace». L'impegno dei primi cittadini nella lotta al Covid è massimo. Domenico Matera, sindaco di Bucciano, comune in cui nell'ondata bis della pandemia sono stati registrati 54 casi, informa la comunità dello stato attuale della situazione. «Dall'ultimo aggiornamento effettuato sei giorni fa scrive - si è verificato un aumento dei contagi. Ne abbiamo 12 in più, insieme a 10 guarigioni. Abbiamo 33 positivi, dei quali solo due in regime di ricovero al Rummo e 20 guariti dagli inizi di agosto».

Ultimo aggiornamento: 19:23 © RIPRODUZIONE RISERVATA