Covid a Benevento, dopo il contagio
cresce l'allarme tra i medici di base

Mercoledì 7 Ottobre 2020 di Luella De Ciampis

Dopo il contagio del medico di base del capoluogo, il Covid entra anche negli uffici della questura con la positività di un poliziotto in servizio in valle Telesina, da giorni ricoverato al Rummo, e di un altro, comunque assente da qualche giorno, che presta servizio nella sede della Questura di Benevento. La situazione è sotto controllo e sono state adottate tutte le misure necessarie. Già sanificati i locali ed effettuati i tamponi (tutti negativi) ai colleghi di ufficio. Intanto, emergono nuovi particolari sulla vicenda del medico di base di Benevento risultato positivo e che avrebbe contratto il virus svolgendo il suo lavoro. Tra i suoi assistiti, infatti, c'è un paziente asintomatico, risultato positivo dopo gli accertamenti per entrare in ospedale. Anche il medico in questione è asintomatico e in isolamento domiciliare, insieme alla famiglia, in quarantena nonostante sia risultata negativa al tampone di controllo predisposto dall'Asl, mentre lo studio è stato sanificato ed è gestito da un sostituto. L'elemento che desta maggiore allarme è che il professionista è sempre stato molto attento nell'espletare il suo lavoro, usando tutte le precauzioni necessarie. Eppure, qualcosa non ha funzionato. L'Asl intanto sta ricostruendo la catena dei contatti.

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«Siamo molto preoccupati dice il presidente dell'Ordine dei Medici Giovanni Ianniello perché la nostra categoria è quella più esposta al contagio ed è quasi fisiologico che ci si ammali con più facilità. Questa considerazione è valida per tutti i nostri colleghi, in qualsiasi ambito, sia ospedaliero che della medicina di base, svolgano il lavoro. Peraltro, è difficile che un medico di famiglia vada a fare le visite a domicilio bardato come un palombaro in quanto c'è soprattutto un rapporto di fiducia e familiarità con i pazienti che sarebbe inficiato da un approccio diverso. Siamo preoccupati perché dopo l'estate c'è stata una sorta di libera tutti che ha fatto abbassare la soglia dell'attenzione. Invece, dobbiamo recuperare senso civico e senso di responsabilità, rispettando le regole imposte dalla normativa. Infine, siamo preoccupati per l'arrivo della sindrome influenzale e per le persone con broncopneumopatie croniche che sono maggiormente a rischio di complicanze che richiedono l'ospedalizzazione». Ianniello, però, non è pessimista sull'organizzazione dei servizi di contrasto al Covid. «Ci siamo interfacciati con il direttore generale dell'Asl Gennaro Volpe continua - per fare un vademecum per una corretta gestione del Covid, con cui dobbiamo imparare a convivere per un certo periodo. Il consiglio che voglio dare a tutti è di evitare di andare in pronto soccorso in caso si sospetti di avere il coronavirus in quanto l'ospedalizzazione deve rappresentare l'ultima ratio, solo in caso di effettiva necessità, mentre bisogna rivolgersi all'Asl e affidarsi alle Usca che stanno funzionando molto bene su tutto il territorio. I giovani medici reclutati per svolgere il servizio stanno dimostrando professionalità e spirito di abnegazione. Anche in ospedale c'è un una organizzazione efficace. Insomma, la pandemia non ci troverà spiazzati». Il Rummo ha a disposizione 60 posti letto per l'emergenza Covid e 12 in Terapia intensiva, sei dei quali sono già attivi, con la possibilità di un ulteriore incremento.
 

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Sale ancora il numero dei positivi nel Sannio, dove sono stati rilevati quattro nuovi positivi, uno per ognuno dei comuni di Benevento, Arpaise, Montesarchio e Paolisi, per un totale di 170 contagiati considerate le due guarigioni a Dugenta e a Sant'Angelo a Cupolo. Comuni sanniti con il numero più alto di contagi sono sempre Benevento con 63 casi e Montesarchio con 27. Contestualmente aumentano, seppure di una unità, i pazienti in degenza al Rummo, per un totale di 18 ricoverati, 11 dei quali residenti nel Sannio, mentre dei 131 tamponi processati ieri quattro hanno dato esito positivo ma si riferiscono a conferme di positività già accertate. Intanto, si è concluso il periodo di quarantena dei frati cappuccini della comunità del Sacro cuore di via Meomartini perché il tampone rinofaringeo e il test sierologico hanno dato esito negativo. I frati, in isolamento volontario dal 26 settembre, in seguito alla positività al Covid di una collaboratrice laica con la quale non avevano contatti da sei giorni prima che si manifestasse la malattia, hanno ripreso tutte le attività. 

Ultimo aggiornamento: 13:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA