Covid a Benevento, altri due decessi
ma aumentano i guariti

Lunedì 16 Novembre 2020 di Luella De Ciampis


Altri due decessi al «Rummo», dopo il triste primato di sabato in cui ne sono stati registrati quattro in una sola giornata. A perdere la vita, nelle ultime 24 ore, un 89enne di San Marco dei Cavoti e un 71enne di Napoli, entrambi in degenza nel reparto di Terapia intensiva. Sono 78 i decessi dall'inizio della pandemia, 52 nella seconda ondata, di cui 34 sanniti. Ieri non ci sono stati ricoveri, ormai fermi a 87 da due giorni. Da martedì scorso, tra l'altro, la curva dei ricoveri nell'area Covid sta calando gradualmente rispetto alla prima settimana di novembre, nel corso della quale il Rummo ha raggiunto il picco massimo degli accessi, con 104 pazienti in degenza. Attualmente, la situazione sembra essersi normalizzata perché dei 110 posti letto nella disponibilità dell'ospedale 23 sono temporaneamente liberi, anche grazie al fatto che si è ridimensionato di molto il numero dei pazienti provenienti da altre province. Sono inoltre operativi il reparto Covid dell'ospedale Fatebenefratelli con 16 posti letto e quello della casa di cura «San Francesco» di Telese Terme con 48 posti letto, che saranno a disposizione qualora il Rummo dovesse entrare in sofferenza. Ovviamente, la «San Francesco» ospiterà pazienti non in condizioni gravi ma servirà come valvola di sfogo.

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Dai dati dei tamponi processati sia al Rummo sia all'Asl nel weekend, per un totale di 557 tra le due aziende, emerge una diminuzione sensibile dei positivi, rispetto al trend della settimana appena passata e di quelle precedenti. Infatti, ieri l'Asl ha processato 282 tamponi, ma solo 31 hanno dato esito positivo, mentre, l'azienda ospedaliera ne ha processati 257, di cui 42 sono risultati positivi ma solo 28 rappresentano nuovi casi. Sono in totale 1579 i positivi censiti dall'Asl dall'inizio della fase bis della pandemia, 31 appunto, nelle ultime 24 ore, cui si aggiungono 17 guarigioni (complessivamente sono 606). Dunque, dagli inizi di agosto a oggi, circa un terzo dei positivi al virus è guarito, mentre, nello stesso periodo, il tasso di mortalità delle persone che si sono ammalate e hanno perso la battaglia contro il Covid è del 3,3%.

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Intanto, continua l'attività di esecuzione dei tamponi al drive-in dell'Asl allestito con l'Esercito al «Palatedeschi». I risultati dei tamponi processati negli ultimi giorni, a partire da mercoledì 11, sono relativi a quelli eseguiti nel gazebo allestito davanti alla struttura di via Rivellini che corrispondono al trend quotidiano del periodo precedente. In riferimento ai tamponi rapidi da fare presso gli studi dei medici di famiglia del territorio, la prossima settimana si prenderanno decisioni. Martedì ci sarà un incontro in Regione in cui verranno stabilite le linee guida per regolare l'attività, cui farà seguito un incontro della categoria con i vertici dell'Asl per valutare come organizzarsi. Il nodo da sciogliere è quello degli studi medici che sono tutti di dimensioni ridotte, ubicati nei condomini e privi di un doppio accesso, necessario per separare adeguatamente i pazienti ordinari da quelli in attesa per essere testati. Poiché i medici di Medicina generale non possono sottrarsi all'obbligo di eseguire i test rapidi ai propri pazienti, si dovranno trovare le location adatte. L'opzione più logica sarebbe quella di mettere a disposizione dei medici di base strutture dell'Asl in ognuno dei cinque distretti sanitari. In città si potrebbero allestire gli ambulatori al Palatedeschi o nella sede distrettuale di via Minghetti, nel distretto Alto Sannio-Fortore, la scelta potrebbe ricadere sulla struttura aziendale di San Bartolomeo in Galdo, per il distretto di Telese Terme sull'ex ospedale «Maria delle Grazie» di Cerreto Sannita, mentre per il distretto di Montesarchio si potrebbe decidere di usufruire degli ambulatori Asl del Sant'Alfonso Maria dei Liguori. Ancora non ci sono idee in merito al distretto di San Giorgio del Sannio che potrebbe essere accorpato a quello del capoluogo. In questi ambulatori, opportunamente organizzati e isolati dagli altri percorsi, i medici di base potranno alternarsi ed effettuare i test rapidi ai propri assistiti, secondo un calendario prestabilito».
 

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