CORONAVIRUS

Covid a Benevento, rivoluzione al Rummo:
sospesi i ricoveri programmati

Sabato 17 Ottobre 2020 di Luella De Ciampis

Cambia l'assetto dei reparti nel padiglione Santa Teresa della Croce del «Rummo» con lo spostamento di personale medico e infermieristico in unità operative diverse da quelle consone alle loro competenze e con ulteriori modifiche in seno alle stesse unità. Le nuove disposizioni sono emerse nel corso della riunione di ieri del Centro coordinamento soccorsi in prefettura, nel corso del quale il digì Mario Ferrante ha comunicato le novità in merito, in base alle misure ufficializzate ieri dalla Regione. Misure stringenti adottate per contrastare l'andamento della curva epidemica del Covid-19, che impongono la sospensione immediata, fino a nuovo ordine, dei ricoveri programmati sia medici che chirurgici nelle strutture ospedaliere della regione. L'azienda ospedaliera, già una settimana fa, aveva anticipato le disposizioni regionali, ridimensionando drasticamente i ricoveri e le attività ambulatoriali e chirurgiche, nell'ottica di potenziamento dell'area Covid. Ai provvedimenti già adottati, si aggiunge l'incremento dei posti letto per l'emergenza Covid che in modo graduale, in tre fasi e in base all'aumento dei casi, raggiungerà un totale di 89 posti rispetto ai 50 esistenti.

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Tuttavia, l'attenzione esasperata al contrasto della pandemia, sta creando dissensi e difficoltà nella struttura perché, per quanto riferito dai sindacati, si stanno sottraendo risorse umane a tutti i reparti per potenziare l'area Covid. La Reumatologia è chiusa e i medici sono stati spostati in Medicina interna, l'Oncologia è stata allocata in un'altra parte dell'ospedale ma saranno effettuati ulteriori cambiamenti e saranno spostati molti medici dai loro reparti a quelli Covid. Sulla vicenda interviene il presidente nazionale del Cimo, Guido Quici. «Chiederò dice l'immediata revoca delle disposizioni al direttore medico di presidio, Pasquale Guida». Così, invece, in una nota l'organizzazione sindacale Usb: «Al Rummo si sopperisce alle carenze organiche di personale infermieristico ricorrendo a giochi di prestigio. Si apre il padiglione Covid, spostando 42 infermieri dalle altre unità operative, già carenti di personale, indebolendo ulteriormente la rete assistenziale ospedaliera. Per questo, ci siamo rivolti al prefetto Cappetta dopo aver chiesto ripetutamente e inutilmente al manager Ferrante di essere ascoltati. In questa fase c'è molta attenzione, peraltro legittima, per i reparti Covid, ma cala l'interesse per quelli non Covid a causa del superlavoro determinato dalla presenza sottostimata di personale. Per fare un esempio pratico dopo che gli ausiliari in somministrazione sono stati mandati via, sono stati sostituiti dagli operatori sociosanitari che, invece di supportare gli infermieri nell'attività assistenziale, devono dedicarsi ad altro tipo di mansioni che non competono al loro ruolo, pregiudicando il lavoro degli infermieri anche nelle ore notturne. Questo tipo di organizzazione costringe il personale a lavorare a ritmi serrati, usufruendo di un solo riposo nell'arco di 15/17 giorni. Al fine di ottenere che sia l'ospedale cittadino che quello di Sant'Agata garantiscano la necessaria assistenza ai pazienti, abbiamo organizzato un sit-in per lunedì alle 10.30 davanti alla prefettura, salvo disposizioni anti-Covid».

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Nella stessa ottica, il sindaco Clemente Mastella ha convocato i manager Volpe dell'Asl e Ferrante del Rummo. «Siamo in una situazione di non facile gestione dice che non è uguale a quella della primavera scorsa e che impone la collaborazione di tutti. Dobbiamo tener conto anche del fatto che il Covid non azzera le altre patologie come infarto, diabete e cancro e attrezzarci in modo adeguato per garantire la necessaria assistenza a tutti. Ho fatto un appello telefonico ai cittadini, consigliando di seguire la regola delle 3 M che riduce del 95% il contagio e che prevede l'uso delle mascherine da indossare correttamente, il metro come distanza da mantenere e le mani da lavare accuratamente, evitando di portarle alla bocca. Rappresentano l'unica difesa valida per evitare il coprifuoco, in attesa che arrivi il vaccino che, in una prima fase, sarà destinato solo a una fetta della popolazione».

Intanto, nella tarda serata di ieri ottavo decesso, dall'inizio di agosto, per Covid-19 al Rummo. A perdere la vita 69enne di Torrecuso che era ricoverato nella struttura cittadina. Ad annunciarlo in un post su Facebook, il sindaco Angelino Iannella. «Sono senza parole - dice - è la quarta vittima nella nostra comunità dall'inizio della pandemia. Inoltre, c'è un'operatrice sanitaria di Torrepalazzo positiva e asintomatica, in quarantena dal 13 ottobre con il proprio nucleo familiare, non ancora segnalata dall'Asl». Eppure ieri si era registrato un lieve calo dei contagi, scesi a 299 per effetto delle 22 guarigioni, che hanno raggiunto quota 145, contro i 18 nuovi contagi. Aumentano, invece, i ricoveri al Rummo, dove ci sono 38 pazienti in regime di degenza, mentre sono tre i degenti in Terapia intensiva. Dei 173 tamponi processati, 21 hanno dato esito positivo ma solo 7 rappresentano nuovi casi.

Ultimo aggiornamento: 23:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA