Covid a Benevento e il nodo scuola:
«Classi pollaio, la sicurezza è a rischio»

Giovedì 7 Gennaio 2021 di Antonio N. Colangelo

Non c'è pace per il mondo scolastico sannita, in fermento a causa dei nodi irrisolti che non autorizzano all'ottimismo in ottica rientro. Nel giorno in cui ricomincia l'attività didattica a distanza dopo la pausa natalizia, ultimi giorni di apprendimento telematico per alunni di materne e prime due classi elementari che da lunedì torneranno a sentire il suono della campanella, il dibattito sulla riapertura delle scuole assume contorni sempre più polemici. Nell'occhio del ciclone ancora una volta grana trasporti e modalità del rientro, e così, dopo la presa di posizione dei dirigenti scolastici, firmatari di un documento, in cui si chiede maggior voce in capitolo, che nelle prossime ore verrà consegnato al prefetto Cappetta e al provveditore Alfonso, stavolta sono i sindacati a lanciare l'allarme. Il mancato coinvolgimento nell'ultima riunione prefettizia, l'organizzazione del ritorno in classe, in modo particolare l'idea di anticipare e scaglionare gli ingressi lasciando ai docenti il compito di controllare che tutto proceda regolarmente e l'incertezza che tuttora aleggia sul piano mobilità, ancora in attesa del parere della Regione, le principali ragioni del braccio di ferro tra sigle sindacali e prefettura.


L'AFFONDO
«Avevamo chiesto a più riprese che si realizzasse un'azione sinergica - si legge nei passaggi salienti di una nota congiunta a firma Cgil, Cisl, Uil, Snals e Fgu - offrendo la nostra disponibilità alla ricerca delle soluzioni più idonee. Abbiamo atteso invano di essere convocati, insieme ai dirigenti scolastici, al tavolo tecnico in prefettura, in modo da contribuire alla riflessione sugli interventi necessari a garantire il diritto allo studio, in presenza e in sicurezza. Nessun invito è però giunto con il risultato che la riunione è avvenuta nella più assoluta autoreferenzialità e in assenza dei rappresentanti del mondo della scuola. Apprendiamo in maniera indiretta di interventi che ricadono sul sistema trasporti e sull'organizzazione scolastica, tali da porre molti interrogativi su fattibilità e funzionalità. Misure parziali, con alcuni aspetti palesemente in contrasto di competenze, e che in ogni caso non appaiono in grado di assicurare le necessarie certezze a scuola, studenti e famiglie». I sindacati sostengono che le domande al momento che restano senza risposta sono tante e che «ancora una volta si è persa una preziosa occasione di confronto per l'esercizio della partecipazione attiva e democratica ai processi decisionali, ancor più auspicabile in emergenza».


GLI INTERROGATIVI
Per gli esponenti delle varie sigle sindacali le criticità sarebbero tali da rischiare il ripetersi di quanto accaduto a novembre, quando le scuole ripartirono in presenza per poi essere subito costrette a chiudere. «Rispetto al passato non è cambiato nulla, anzi, la situazione è peggiore per via di un indice Rt più alto - spiega Florindo Rosa, segretario provinciale dello Snals - Classi pollaio, trasporti, mondo scolastico inascoltato: a queste condizioni temo che alla ripresa seguirà un nuovo stop. Scaglionare gli ingressi non risolverà i problemi, ed è inammissibile che spetti ai docenti monitorare le operazioni». Gli fa eco Eva Viele, segretaria generale Flc Cgil: «Siamo preoccupati e perplessi per le modalità del rientro in aula. L'idea degli orari sfasati non tiene conto né degli obblighi contrattuali del personale scolastico né delle difficoltà per metterla in atto. Basta scaricare gli oneri sui dirigenti e basta escludere il mondo delle scuola dalle varie riunioni».

«Assurdo fare le stesse mosse del passato e aspettarsi risultati diversi - tuona Raffaele Salomone Megna, segretario della Gilda-Unams degli insegnanti di Benevento - Nessuna novità sul fronte trasporti, contagi post festività da valutare e campagna vaccinale che non prevede il sistema scolastico: mi sembra prematuro riaprire». In sintonia Amleto De Nigris, segretario regionale della Uil. «Come si può convocare un tavolo per discutere del futuro delle scuole senza invitare dirigenti e sindacati? Si fanno tanti proclami, si parla di priorità scolastica ma alla resa dei conti non risultano progressi e ci ritroviamo a discutere degli stessi problemi. La riapertura delle scuole ci allarma perché mancano i presupposti per ricominciare in sicurezza».

© RIPRODUZIONE RISERVATA