CORONAVIRUS

Covid a Benevento, vietato lo «struscio»
la zona rossa si allarga

Venerdì 13 Novembre 2020 di Paolo Bocchino


Zona a struscio limitato, anzi vietato. Tra i vari sacrifici di questa infausta congiuntura, da oggi i beneventani dovranno rinunciare anche a una passeggiata lungo il tanto amato corso Garibaldi. Una sana passeggiata si sarebbe detto fino a un anno fa. Non è più così, o almeno c'è il timore che anche quattro passi sul boulevard possano favorire la trasmissione del virus. «Il rischio di propagazione del contagio può essere scongiurato o quanto meno mitigato con l'interdizione al pubblico di strade e piazze dove è particolarmente elevato il rischio di assembramento, specie in taluni giorni e fasce orarie» argomenta l'ordinanza con la quale il sindaco Clemente Mastella ha temporaneamente messo al bando il tradizionale struscio. Recepita dunque la facoltà fornita da ultimo dal Dpcm del 3 novembre che ha consentito agli amministratori locali di interdire aree a potenziale rischio affollamento. Prerogativa che peraltro il sindaco aveva già esercitato nei giorni scorsi con la chiusura al pubblico dei vicoli della movida, di piazza Risorgimento e piazza San Modesto. Alla ulteriore estensione dei divieti hanno contribuito le immagini raffiguranti presenze abbondanti sul Corso scattate nel passato fine settimana. In «zona rossa» finiscono anche via Traiano e piazza Roma, mete tradizionali degli habituée della camminata in centro che da questa sera dovranno rinunciarvi. Scatta alle 18 il dispositivo adottato ieri dal primo cittadino dopo essersi confrontato da remoto con il Comitato per l'ordine pubblico presieduto dal prefetto Francesco Antonio Cappetta. Oggi, domani e domenica stop alle passeggiate «immotivate», ovvero a quanti volessero percorrere il viale principale della città al solo scopo di trascorrere qualche momento di svago. Una pratica consueta che la pandemia ha trasformato in lusso. Unica eccezione per residenti e acquirenti.

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L'ordinanza fa salva «la possibilità di accesso e di deflusso agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private». Tra le aree interdette figura anche lo slargo antistante Palazzo Mosti in via Annunziata, luogo serale di ritrovo dei più giovani. Non a caso Mastella nell'atto emanato ieri esplicita di confidare «in una più intensa e rigorosa attività di controllo e vigilanza da parte delle forze dell'ordine sui comportamenti dei minori». Come avverranno i controlli? «Non verranno posizionate interclusioni, ovvero barriere fisiche - spiega il prefetto Cappetta - Saranno le forze dell'ordine nell'ambito dell'attività di controllo già effettuata abitualmente a verificare e far rispettare i termini dell'ordinanza». Il provvedimento sindacale spiega come la ulteriore restrizione sia stata adottata a fini precauzionali in quanto «il pregiudizio per la salute dei cittadini è destinato ad aggravarsi in vista della consueta epidemia influenzale». In gioco entrano anche le polveri sottili che proprio in queste ultime ore stanno facendo registrare valori oltre i limiti di legge: «Il territorio cittadino - ricorda Mastella, sensibile al tema - è particolarmente esposto alla concentrazione delle polveri sottili che, come evidenziatosi nelle aree più colpite dalla cosiddetta prima ondata, incidono negativamente sulle sindromi respiratorie». E per non lasciare nulla di intentato, il primo cittadino ha decretato lo stop anche del mercato settimanale di Santa Colomba a partire da domani e del cimitero comunale nelle giornate domenicali e festive. Limiti anche alle sedute sulle panchine dove non potranno trovare posto più di due persone per volta. Altri sacrifici, altre rinunce alle quali sono chiamati i beneventani.

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Montano già le prime, immancabili polemiche. Ne è consapevole Mastella che ha affidato al proprio profilo social la replica: «Solo per conoscenza a chi ha sempre da ridire: da domani al 3 dicembre in Veneto non è permesso passeggiare nelle strade e nelle piazze dei centri storici delle città. Niente vasca e niente struscio. Questa la misura fatta da Zaia e dai governatori della Emilia e del Friuli. Là nessuno eccepisce perché si ci rende conto della drammatica situazione, qua diversi a recriminare per ragioni ignobilmente politiche. Ripeto la mia stella polare è la vita dei miei concittadini. Ma non trascuro la solidarietà economica ai ceti più fragili e alle categorie che il Covid ha messo in crisi». Decisione sicuramente coraggiosa quella del sindaco in considerazione dell'elevato grado di impopolarità.

Ma pur comprendendo l'intento prioritario della tutela sanitaria, è lecito interrogarsi sulla apparente incongruenza tra le stringenti restrizioni adottate in città e lo status di «zona gialla» a bassa intensità di rischio assegnato dal Governo alla Campania. Incoerenza che il prefetto Cappetta ritiene non sussistere: «Non c'è alcuna contraddizione tra l'attribuzione della zona gialla alla Campania e l'adozione di misure precauzionali decise dal sindaco e avallate dall'intero Comitato. Provvedimenti che, ci rendiamo conto, modificano pesantemente le consuetudini dei cittadini ma alla eccezionalità abbiamo dovuto un po' tutti abituarci».
 

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