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Covid, contagi in salita ora è corsa al tampone

Sabato 9 Luglio 2022 di Luella De Ciampis
Covid, contagi in salita ora è corsa al tampone

Continua a crescere il numero dei contagi nel Sannio, arrivati a 406 in un solo giorno, contestualmente a quello dei ricoveri che passano dai 35 di giovedì a 37 nonostante quattro dimissioni. Sono, infatti, sei gli ingressi nei reparti Covid del «Rummo», registrati nelle ultime 24 ore. Al momento, nell'ospedale cittadino non si registrano accessi in Terapia intensiva ma nelle altre strutture della Campania i ricoveri sono, invece, raddoppiati rispetto all'anno scorso. Un dato che preoccupa, anche se non è riferito alla provincia di Benevento, perché è indicativo di un incremento della malattia grave e dell'insorgenza di complicanze polmonari che, prima o poi, riguarderanno anche il Sannio.
Intanto, all'ospedale cittadino sono stati immessi in servizio a tempo determinato, per otto mesi, due dirigenti medici di Medicina interna per sopperire alle necessità del reparto che svolge un'attività di vitale importanza nella gestione dei pazienti Covid. In questo momento, i 40 posti letto dell'unità operativa sono ancora nella disponibilità dei pazienti ordinari ma, qualora i ricoveri dovessero continuare ad aumentare, saranno ridestinati all'emergenza. Dunque, sono stati 406 i nuovi casi emersi dal bollettino quotidiano della Protezione civile: arriva così a 1.793 il totale dei positivi della settimana ancora in corso, e a 13.477 quello emerso sul territorio regionale. Negli ultimi giorni, sono ritornate le file davanti alle farmacie che eseguono i tamponi, a conferma del fatto che l'escalation dei casi sta sfuggendo al controllo e ricomincia a serpeggiare il panico.


«Siamo in una fase delicata dice Giovanni Ianniello, presidente provinciale dell'Ordine dei medici da cui potremmo uscire solo se facessimo un passo indietro, ovvero ripristinando l'uso della mascherina. A mio avviso, è passato un messaggio sbagliato nel momento in cui è stato reso facoltativo l'uso delle mascherine perché il 90% delle persone non le ha più messe neppure al chiuso. Invece, era necessario continuare a proteggersi perché le varianti Omicron sono estremamente contagiose. Contestualmente, sono state riaperte tutte le porte dei luoghi di ritrovo, delle discoteche, dei locali pubblici, oltre a essere tornati gli assembramenti che consentono al virus di continuare a circolare e di arrivare nelle case dove ci sono anche anziani che contraggono la malattia in modo severo. Molti di loro non hanno fatto la quarta dose».


Dunque, l'imperativo è rispettare le regole e somministrare la quarta dose agli anziani e ai fragili perché altro non si può fare, né si può pensare di ripristinare il lockdown e le restrizioni adottate nei mesi scorsi perché non è più possibile. «I numeri riferiti ai contagi delle ultime settimane continua Ianniello sono più alti rispetto al mese di febbraio, considerando solo i casi che emergono e non il sommerso che è estremamente elevato. Inoltre, si sta verificando un altro fenomeno che sta creando difficoltà agli ospedali in quanto, tantissimi anziani arrivano in ospedale con altre patologie e risultano positivi al tampone di controllo eseguito all'ingresso in Pronto soccorso. È chiaro che se, per esempio, il ricovero avviene per un infarto, risulta difficile gestire le due cose se la struttura non dispone di una sala di cardiologia destinata ai pazienti Covid. Purtroppo la diffusione così elevata del virus sta determinando difficoltà nella difficoltà».


Il fatto che non si attendesse un'ennesima ondata della pandemia in tempi così rapidi e ravvicinati rispetto all'ultima aggressione del virus, sta creando problemi a tutti i livelli in quanto l'attuale emergenza si sta rivelando di difficile gestione. «I medici di Medicina generale conclude il presidente dell'Ordine sono in affanno ormai da tre settimane perché hanno moltissimi pazienti da gestire a domicilio, sia per l'elevata trasmissibilità del virus che per il fatto che i casi di ospedalizzazione si sono ridotti notevolmente. Quindi, il numero dei pazienti con il Covid da seguire a casa è aumentato in modo esponenziale». È ancora in fase di valutazione la decisione di somministrare la quarta dose di vaccino a medici e operatori sanitari in quanto tutti hanno fatto le prime tre dosi e molti di loro si sono ammalati di Covid negli ultimi mesi e hanno una risposta anticorpale abbastanza elevata che equivale alla reazione scatenata dall'inoculazione di un'ulteriore dose di vaccino.

Ultimo aggiornamento: 08:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA