CORONAVIRUS

Benevento, vietato fumare all'aperto:
«Con questa scusa niente mascherina»

Martedì 17 Novembre 2020
Covid e fumo, da Benevento ad Aulla fioccano i divieti anche all'aperto: «Con la scusa della sigaretta si sta senza mascherina»

Dalla Campania alla Toscana, fino al Veneto fioccano i divieti di fumo all'aperto. È questa l'ultima frontiera nella lotta al contagio di Coronavirus. L'ultimo Comune a varare la stretta anti-sigarette è stato Benevento, dove il sindaco Clemente Mastella ha messo al bando i tabagisti all'interno di tutto centro storico. Il motivo? Per fumare ci si toglie la mascherina e quindi addio protezione. 

LEGGI ANCHE Didattica a distanza per gli studenti senza consumare giga: accordo tra governo e big della telefonia

Appellandosi al buon senso di responsabilità dei cittadini, nel provvedimento il sindaco Mastella ordina che «è vietato fumare all'interno di tutto il centro storico, presso le fermate dei mezzi di trasporto, nelle aree e sui marciapiedi in prossimità degli istituti scolastici, nelle aree pubbliche in situazioni di coda in attesa di accedere a esercizi commerciali, nelle aree ludiche dedicate al gioco dei bambini, all'interno di parchi pubblici e giardini comunali presenti in città». 

Video

Provvedimenti analoghi sono già stati presi ad Aulla, provincia di Massa Carrara, e Cittadella, nel Padovano. Nel Comune toscano, il sindaco Roberto Valettini ha annunciato un'ordinanza «che vieta la possibilità di fumare all'aperto e nelle adiacenze degli esercizi che sono ancora aperti» ritenendo «che anche il fumo possa essere un veicolo per il virus e che, comunque, sostare nei luoghi pubblici per fumare, seppur all'aperto, sia pericoloso, tanto quanto stare per strada senza mascherina». Il sindaco ha inoltre annunciato che l'ordinanza disporrà anche il distanziamento all'interno dei supermercati di almeno 1,80 metri e l'obbligo per i titolari dei supermercati di procedere con la sanificazione dei carrelli: «Spesso - spiega il sindaco - restano guanti usati, residui di spese precedenti o sacchetti vuoti abbandonati».

Anche a Cittadella, in Veneto, lo stop al fumo vale nel centro storico, nelle aree monumentali, alle fermate dei bus, in prossimità delle scuole, in coda davanti ai negozi e agli uffici pubblici. Il sindaco Luca Pierobon dapprima aveva ordinato il divieto di fumare nelle aree gioco dei bambini, all'interno dei parchi pubblici e dei giardini comunali, a tutela dei più piccoli. Con la diffusione del Coronavirus sono però aumentate le occasioni in cui i fumatori si fermano in pubblico, mascherina abbassata, in attesa di accedere ai negozi o agli uffici pubblici, alle fermate del bus, tutte aree a rischio di assembramento, aumentando con il loro comportamento il rischio di diffusione del Covid 19. Da qui l'ulteriore stretta e l'imposizione del divieto di fumo, che si estende anche agli «spalti» e alle rive, ossia alla cinta delle antiche mura di Cittadella, zone di sosta di veicoli e persone appena fuori dal centro storico. Per i trasgressori è prevista una mula di 150 euro.

L'ordinanza di Cittadella inasprisce le misure regionali. Nel provvedimento del governatore Luca Zaia, infatti, si legge che in caso di abbassamento della mascherina per assumere cibo o fumare, dovrà essere assicurata la distanza di un metro. 

 

Ultimo aggiornamento: 18 Novembre, 07:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA