Covid a Benevento, altri sei casi
Test ai professori: scoppia il caso

Lunedì 14 Settembre 2020 di Luella De Ciampis

Sale ancora il numero dei positivi al Covid-19 nel Sannio con due nuovi casi in città, uno a Bonea, uno a Durazzano, relativo a una persona che aveva avuto contatti con un altro positivo, due a Sant'Agata de' Goti, uno a Tocco Caudio, per un totale di sei contagiati. Nel capoluogo si arriva così a 13 casi, quasi tutti relativi a persone rientrate dalle vacanze oppure che lavorano in altre province. Benevento, quindi, è in seconda posizione per numero di positivi, preceduta da Montesarchio con 16 e seguita da Sant'Agata con sei, cui si aggiungono i cinque di Limatola, i quattro di Reino, dove si registra un primo guarito che però non fa parte dello stretto nucleo familiare del sindaco Calzone, e i tre di Airola. Nella quasi totalità dei comuni sanniti restanti, si registra, invece, una sola positività. Il conto complessivo dei positivi è di 66 unità dalle quali bisogna sottrarre i due guariti di ieri. Allo stato attuale ci sono, perciò, 64 postivi sul territorio. Ventuno invece i guariti della seconda ondata cominciata ad agosto. Solo quattro dei positivi sono in regime di ricovero perché tutti gli altri sono asintomatici e in quarantena domiciliare. Tuttavia, nonostante il trend dei casi sia in aumento costante, i sindaci dei comuni più coinvolti stanno cercando di evitare forme di allarmismo in seno alle comunità da loro rappresentate, provvedendo a intensificare i controlli e a circoscrivere i contagi attraverso l'isolamento di interi nuclei familiari. Una misura precauzionale di contenimento, mirata a scongiurare il rischio di nuovi cluster sul territorio.

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Intanto, a dieci giorni dall'inizio della scuola si comincia a fare il consuntivo sui test agli insegnanti ormai diventati obbligatori ma si fa anche il bilancio di quello che non sta funzionando nell'ingranaggio. A porre l'accento sulla vicenda, la dirigente scolastica dell'istituto Moro di Montesarchio, Maria Patrizia Fantasia in un post sulla sua pagina facebook in cui «ringrazia» tutti i medici di base di Montesarchio per non aver aderito alla campagna di screening, creando disagi alla popolazione. «Segnalo un disservizio dice la preside perché sia io che altri colleghi siamo dovuti andare all'Asl di Sant'Agata de' Goti per fare il test. Sabato mattina alle 13 c'era ancora una fila di 50 persone che aspettava sotto il sole. Premesso che il personale dell'Asl fa quanto è nelle sue possibilità e si adopera per risolvere il problema credo sia opportuno organizzare meglio lo screening. Io personalmente ho chiesto di farlo al mio medico di base che mi ha indirizzata all'ambulatorio dell'azienda sanitaria di Sant'Agata, dove sono andata e sono tornata senza fare il test perché non si poteva resistere sotto il sole. Come me, altre insegnanti hanno prenotato il test nei centri privati per evitare i disagi ma, tra i docenti, ci sono anche quelli con famiglie monoreddito che non possono optare per il test a pagamento. Io credo che il governatore De Luca, così come ha reso obbligatori i test, dovrebbe estendere l'obbligatorietà dell'esecuzione ai medici di base in quanto, in questo momento, il tempo stringe e, sia per i docenti che per il personale Ata c'è la corsa al test. Come dirigente scolastica, mi sento responsabile nei confronti del personale del mio istituto che, entro lunedì 21, dovrà presentare la certificazione completa del responso del test».
I CAMICI BIANCHI
Nessuna risposta in merito arriva dall'Ordine dei Medici proprio perché la decisione di effettuare il test ai propri pazienti è discrezionale e, quindi, molti professionisti hanno scelto di non farlo. Sulla vicenda è intervenuta Maria Rita De Rosa medico dell'Asl e consigliere dell'Ordine. «Noi all'ex Cpa di Benevento dice - stiamo lavorando con il massimo impegno con ottimi risultati e mi risulta che i miei colleghi della sede di Sant'Agata, tra cui la dottoressa Lembo, stiano accogliendo tutti, anche insegnanti provenienti dal capoluogo». Infine, il gruppo sanitario Kos, lo stesso che è a capo della clinica «Villa Margherita», comunica di aver apportato un importante contributo all'assistenza dei pazienti con gravi difficoltà respiratorie, attraverso la donazione di ventilatori di ultima generazione al Servizio sanitario regionale, per collaborare alla lotta al Covid-19.
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