Il sindaco di Cusano Mutri incastrato
dalla camera nel pupazzo di peluche

Venerdì 29 Giugno 2018 di Francesco G. Esposito
È stata una microcamera nascosta in un pupazzo di peluche a certificare la «mazzetta» da duemila euro consegnata da un imprenditore edile di Cusano Mutri per i lavori di somma urgenza effettuati per la messa in sicurezza di una sponda del torrente Titerno dopo l'alluvione del 2015 nel Sannio. Solo un anticipo rispetto ai 6500 euro richiesti, pari al 50% dell'importo di uno dei lavori di somma urgenza che la sua ditta si era visto liquidare dal Comune di Cusano qualche mese prima. Una sorta di «tariffario» che il geometra Remo Di Muzio (finito ai domiciliari) aveva il compito di «illustrare» per conto del primo cittadino Giuseppe Maturo, dentista 52enne arrestato ieri (anche lui ai domiciliari) all'alba con l'accusa di concussione, in concorso proprio con il geometra che - secondo gli investigatori - lavorava in stretta sinergia con l'amministrazione Maturo.
 

Le indagini coordinate dalla Procura di Benevento - culminate nell'esecuzione da parte dei carabinieri dl comando provinciale di Benevento dell'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Gelsomina Palmieri - erano partite quasi un anno e mezzo fa, grazie alla denuncia dello stesso imprenditore, che aveva registrato molte delle conversazioni incriminate con il proprio smartphone, prima di iniziare a collaborare fattivamente con gli inquirenti. Nell'ambito delle stesso procedimento risultano indagati a vario titolo per concussione e turbativa d'asta anche il capo Ufficio Tecnico del Comune di Cusano Mutri, Nicola Russo e consigliere comunale Vincenzo Di Biase.

Maturo è sindaco dal 2014 e aveva già guidato la città per altri due mandati. Nel 2008 consigliere provinciale con l'Udeur. Poi il passaggio al Pd, fino all'approdo, a gennaio 2017, al movimento di Clemente Mastella «Noi Sanniti».
 
È la fine di ottobre del 2015, sono passati una decina di giorni dall'alluvione, quando l'imprenditore chiede di poter essere inserito tra le ditte interessate dai lavori di somma urgenza. Maturo - racconta l'imprenditore agli inquirenti - gli dice che «se avesse accettato vi erano delle somme da versare al geometra Di Muzio» e di tornare il giorno dopo. Incontro a cui è presente anche il capo dell'ufficio tecnico Russo. E proprio quest'ultimo pone l'accento su alcuni contenziosi che l'uomo ha in atto con il Comune. Motivo ostativo, a suo dire, ad ottenere affidamenti. Di qui l'intervento del sindaco sul dirigente per far affidare lavori alla ditta dell'imprenditore. «Ma come ti metti dopo?». «Che capa tieni?» chiede Maturo all'uomo che, capirà in modo evidente, solo qualche mese più tardi la frase del sindaco, quando il primo cittadino gli chiederà con insistenza di far lavorare un elettricista più caro dal punto di vista economico, ma scelto da lui per una parte dei lavori di un appalto vinto dalla sua ditta per la scuola elementare in una frazione vicina a Cusano, Civitella Licinia. E ancora, l'imprenditore sarà costretto ad effettuare lavori di terrazzamento gratuiti in un terreno di proprietà della moglie del sindaco. All'inizio del 2017 si decide a denunciare i fatti ai carabinieri.
LE TELEFONATE
A febbraio del 2017 gli vengono liquidati dal Comune i due lavori di somma urgenza per la sistemazione della fognatura lungo il torrente Titerno (da 22mila euro) e poi la sistemazione dell'alveo dello stesso torrente in località Limata (da 13mila). E proprio su quest'ultimo, alla fine di febbraio (quando i controlli sono già partiti), parte alla carica il geometra Di Muzio che chiama l'imprenditore dicendogli di raggiungerlo nel suo studio: «Mi ha chiamato... quello Vincenzo (De Biase, soprannominato Spumante) ha lavorato». «Così hanno detto, i soldi della cosa...». L'imprenditore: «Della somma urgenza?». «Ma quelli ci hanno pagato. Come li restituisci. Ci hanno mandato». Il geometra: «Devono tornare indietro». L'imprenditore: «Devono tornare indietro?». E ancora Di Muzio incalza: «Alla fine disse lui il 50%». L'imprenditore: «E quanto devo prendere?». Il geometra: «Non me lo dire a me, quello che mi dai. Io da te non voglio neanche una lira. Io mille euro mi prendo. Anche duemila perché gli ho fatto pure questa cosa».
Il 25 maggio 2017 l'imprenditore consegnerà, nello studio del geometra, l'anticipo di duemila euro in contanti. Poi, all'inizio di luglio i primi sospetti da parte del faccendiere Di Muzio, quando il consigliere comunale Di Biase viene convocato in caserma dai carabinieri. E parla nuovamente con la vittima: «Ho sentito questa voce... ieri - commenta l'imprenditore - ma i carabinieri hanno chiamato Spumante a Benevento? Però perché? Se glielo domandi, per quale motivo... per le somme urgenze...». Di Muzio preoccupato risponde: «Io devo togliere i file da qui sopra». E qualcosa riuscirà a far sparire perché il successivo sequestro da parte della Procura di due pc e due pen drive non poterà a ottenere informazioni utili. Timori sulle indagini che crescono quando, nel mese di dicembre dello scorso anno lo stesso sindaco gira per gli uffici del Comune assieme all'imprenditore per avvisare i presenti: «Stiamo attenti che ci sono delle cimici».
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