Elezioni a Benevento, Bonavitacola
spacca il Pd in piazza con Mastella

Mercoledì 29 Settembre 2021 di Adolfo Pappalardo
Elezioni a Benevento, Bonavitacola spacca il Pd in piazza con Mastella

Il Pd deluchiano e quello ufficiale divisi da pochi metri. Per capire le divisioni sul territorio del partito di Letta, devi salire sulla Rocca dei rettori di Benevento. Al Museo il vicegovernatore Fulvio Bonavitacola lancia la corsa di Clemente Mastella che si gioca la rielezione a sindaco; dall'altro lato della Rocca, nei giardini, un democrat di peso come il ministro Orlando per Luigi Diego Perifano in corsa con le insegne del Pd. «Noi siamo un nuovo progetto politico per il Sud con Vincenzo De Luca e con personalità di rilievo come Clemente Mastella», dice Fulvio Bonavitacola gonfiando il petto dell'ex leader Udeur. «Al Mezzogiorno serve nuova classe dirigente capace di progettualità vera e non servono quelli che cambiano schieramento continuamente», dice il ministro Orlando senza però citare direttamente chi lo precedette al ministero della Giustizia e ora è avversario delle comunali. 

Il vice di De Luca a palazzo Santa Lucia e l'ex leader dell'Udeur mostrano consuetudine e familiarità come se avessero militato nello stesso partito per anni. Non è cosi ma ora il collante è proprio Vincenzo De Luca che di Mastella è alleato di ferro. E Bonavitacola prima è a un'iniziativa con i fuoriusciti del Pd che appoggiano Mastella in una lista civica (si chiama «Essere democratici» non a caso e candida il capogruppo uscente) e poi ad un'altra di Sannio Libera, la civica deluchiana declinata su Benevento. Sempre assieme: prima parla Mastella, poi Bonavitacola. Per l'ultimo rush elettorale. «Questo è il nuovo Sud che stiamo costruendo, con Mastella. Mi dispiace per gli altri ma Mastella deve continuare il suo lavoro, non possiamo lasciare le chiavi del Comune al primo che capita. E non possiamo lasciare Benevento fuori dalla politica che si sta affermando con De Luca in Campania», argomenta alla platea Bonavitacola che spinge sull'orgoglio campano: «Anche per i fondi Pnrr nessuno ci regalerà nulla e dobbiamo stare tutti in questa alleanza regionale». Sono le comunali, è l'ultimo rush finale, ma si punta tutto sull'orgoglio regional-deluchiano, per usare le parole di Bonavitacola. Mastella sornione ascolta e apprezza perché sa bene come De Luca in questi anni non ha mai mollato il Sannio e il suo capoluogo. E Mastella, da vecchio Dc, non ha tradito. «A Napoli Mastella sostiene il Pd e il suo candidato sindaco, qui il Pd non lo appoggia. Ma Mastella è stato leale e non ha rotto i patti con noi», riconosce Bonavitacola. Sul Pd ufficiale, quello che appoggia lo sfidante dell'ex Guardasigilli, non arrivano attacchi ma solo frecciatine. «Non sono qui - aggiunge Bonavitacola - perché ha ragione questo Pd e l'altro no ma credo che un partito debba interpretare una linea». Quale? «La linea politica è quella di una maggioranza larga che ha portato - aggiunge - De Luca a vincere le regionali con oltre il 70 per cento. Ma come si fa a stare all'angolo quando - rincara - questa maggioranza larga, quella regionale, deve declinarsi in tutto il Mezzogiorno se non vogliamo soccombere al Nord?». Ecco, quindi, dal Sannio, spinge sull'orgoglio del Mezzogiorno declinato nella funzione salvifica deluchiana. Senza più barriere o tabù. Ex Pci ed ex Dc, alleati ormai di ferro. Mastella, agile che sembra un quarantenne, lascia che a parlare sia Bonavitacola. Poche parole a una platea che lo conosce benissimo. Salta solo se gli nomini il ministro democrat e il comizio in favore del suo avversario. 

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Il ministro Orlando non nomina mai Mastella ma lo attacca comunque. «Non è più tempo del notabilato politico che cambia casacca e che basa tutto sulle relazioni personali. Serve - aggiunge il politico spezzino citando il competitor di Mastella - una classe dirigente completamente nuova. Anche a Benevento. Non ditelo a Mastella che s'infervora subito». «È pura schizofrenia, non li capisco proprio», attacca. In che senso? «Quando si trattava di trovare una maggioranza per il Conte ter chiamavano Sandra e me ogni giorno ma ora sono contro di me. Nella mia città per giunta... Cose da matti...», s'infervora Mastella che mette un'altra punta di veleno nella sua freccia: «Cinque anni fa comunque, il Pd si ritrovò sotto di sette punti: vediamo stavolta...».

Ultimo aggiornamento: 30 Settembre, 07:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA