Benevento verso il voto: Del Mese
si ritira, Perifano perde i 5Stelle

Giovedì 12 Agosto 2021 di Paolo Bocchino
Benevento verso il voto: Del Mese si ritira, Perifano perde i 5Stelle

Un candidato che si sfila dalla corsa per Palazzo Mosti. Un altro che rischia di perdere il sostegno di una costola importante della coalizione. Pur lontano da Benevento, Clemente Mastella inanella successi tattici mettendo in campo l'ampia rete di relazioni che si conosce. Il novero degli aspiranti sindaci scende a quattro. Va depennato il nome di Antonio Del Mese, paladino di Azione, che ha annunciato ieri il dietrofront: «È con grande dispiacere che comunico la decisione di ritirare, per motivi personali, la candidatura a sindaco. La città, alla quale non negherò la mia lunga esperienza nelle istituzioni, avrà comunque bisogno di un impegno comune per uscire dalle dimensioni individuali. Ringrazio gli amici che mi hanno sostenuto, i concittadini che in queste settimane mi hanno testimoniato entusiasmo e vicinanza, i candidati, lo staff e gli organi di stampa». Stampa alla quale però Del Mese non ha concesso ulteriori motivazioni, alimentando le interpretazioni più disparate sulle ragioni profonde del disimpegno. In realtà già domenica le voci di un probabile forfait si erano infittite ma Del Mese aveva negato decisamente. A pesare sulla decisione probabilmente è stata la fragilità del progetto politico al quale erano venuti a mancare anche i (pochi) tasselli sui quali si faceva qualche affidamento come gli esponenti del Partito socialista, accasatisi con Mastella, e l'ex assessora della giunta Mastella Amina Ingaldi. Un nome, quello del sindaco uscente, che ricorre anche nelle indiscrezioni secondo le quali Del Mese avrebbe concordato proprio con l'ex Guardasigilli il ritiro. E richiesto di chiarimenti dal fronte perifaniano, l'ormai ex candidato di Azione avrebbe giustificato la decisione con pressioni ricevute in ambito professionale. Illazioni o mezze verità che non cambiano la sostanza. Laconico il commento del numero due di Azione Matteo Richetti, venuto due settimane fa a Benevento a celebrare la nomination di Del Mese: «Inevitabilmente c'è rammarico. Avremmo potuto rappresentare un'alternativa concreta a Mastella e all'alleanza Pd-M5S, ma non ci sono più i tempi. Se ha ricevuto pressioni? Può dirlo solo lui.

Alleanza tra dem e contiani che invece rischia clamorosamente di saltare. L'annuncio reso il 17 luglio dai quattro parlamentari e dalle due consigliere comunali è stato seccamente sconfessato dal neoeletto presidente del M5S Giuseppe Conte: «L'alleanza con il Pd va bene, ma non possiamo sostenere un candidato sindaco massone» ha chiarito l'ex premier ai referenti locali. Ha dunque proposto una exit strategy: andare da soli con una lista del M5S o non presentare il simbolo. Un diktat non negoziabile che ha prodotto da un lato il malumore della deputazione sannita, spesasi per l'alleanza con il centrosinistra, dall'altro la reazione dell'ala movimentista primigenia che vedrebbe di buon occhio la corsa di bandiera e la candidatura di Anna Maria Mollica. Ieri sera un nuovo confronto interno non ha prodotto decisioni. Si vocifera anche di un contatto diretto Mastella-Conte coinciso con il veto del leader pentastellato. Sul tema interviene il candidato di Arco Gabriele Corona: «I vertici nazionali del M5S faticano a trovare il modo di autorizzare la partecipazione della lista grillina nella coalizione con il massone Perifano. Che l'8 giugno comunicò di non essere più iscritto alla massoneria. Ma nell'elenco ufficiale della loggia Torre aggiornato a dicembre 2020 Perifano compare come aderente. Chiarisca il suo status ufficiale nella loggia Torre o in Libero Pensiero, sorta a Benevento recentemente».

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Mastella difende i risultati amministrativi. «Basta mistificazioni, abbiamo ereditato disastri. In 5 anni abbiamo messo mano a questioni irrisolte da decenni. L'elenco delle questioni a cui abbiamo dato soluzione non teme smentita. Penso al disastro Malies, al depuratore Cretarossa, alla gestione del patrimonio comunale a dir poco scandalosa. Un'altra vicenda su cui si continuava a blaterare senza mai arrivare a soluzione era quella relativa all'Hortus Conclusus. Abbiamo conseguito un risultato inseguito da decenni: l'acquisizione al patrimonio comunale. Le carte e i numeri non parlano, ma cantano».

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