Rifiuti nello Stir di Casalduni:
«Ecoballe via in quattro mesi»

Venerdì 30 Agosto 2019 di Gianni De Blasio
Tutto confermato. E verbalizzato. Né poteva essere altrimenti. Anche perché, a differenza di tanti precedenti, stavolta il Sannio non darà una solidarietà forzata, obbligata da decisioni assunte altrove e, poi, imposte. E il vicepresidente della Giunta Regionale, nonché assessore all'Ambiente, Fulvio Bonavitacola, non ha mancato di rimarcarlo, a conclusione del vertice tenuto in prefettura ieri pomeriggio. «Per la prima volta, dopo anni di decisioni monocratiche e commissariali, si è pervenuti a una conclusione condivisa e unanime per la gestione di questa fase di blocco».
 
L'esponente dell'esecutivo De Luca ha aggiunto di essere «molto fiducioso», dopo le soluzioni individuate assieme per fronteggiare le criticità insorte per il fermo temporaneo del termovalorizzatore di Acerra. «Il Sannio accoglierà temporaneamente, per un periodo di 2 o al massimo 3 mesi, 12mila tonnellate di indifferenziato, la metà del quantitativo di rifiuti prodotti nel corso di quest'anno di fermo dell'impianto di Casalduni e conferiti presso altri Stir della Campania. Entro 4 mesi saranno comunque rimossi». In ogni caso Antonio Di Maria, presidente della Provincia, l'ente che ha la titolarità dello Stir di Casalduni, ha precisato che non si andrà oltre i 6 mesi di disponibilità. Bonavitacola, nel riaffermare la validità di tutti gli impegni concordati in sede di conferenza di servizi, ha puntualizzato, tra questi, che per il conferimento allo Stir di Casalduni, «la Società Sapna conferirà una commessa alla Samte per assicurare lo stoccaggio e la vigilanza dei rifiuti, a fronte del pagamento di un corrispettivo economico che consentirà di risolvere sia pure temporaneamente la vertenza dei lavoratori Samte». In soldoni, 400mila euro, che corrispondono a due mesi di stipendio per i 51 lavoratori.

Bonavitacola ha pure assicurato che saranno rimosse le ecoballe giacenti da tempo in località Toppa Infuocata: «Tale attività è stata inserita nell'ambito delle gare d'appalto programmate, la rimozione delle ecoballe dovrebbe partire a metà novembre». Stamattina è previsto un primo sopralluogo con i tecnici della ditta appaltatrice, la Sarim Ambiente. Impegni concreti pure su altre due questioni, il ristoro dei costi per la gestione post mortem delle discariche e stop ai prezzi diversificati tra i Comuni del Casertano e quelli sanniti che conferiscono a Santa Maria Capua Vetere.

Il 3 settembre è già stata indetta la riunione fra tutti i rappresentanti delle cinque Province per addivenire alla perequazione dei costi sostenuti e da sostenere per la gestione degli 8 siti dislocati sul territorio sannita. Qualora l'accordo dovesse risultare difficoltoso, provvederebbe la Regione d'imperio. In quanto ai costi differenziati, la Regione inviterà la Gisec ad uniformarli, altrimenti i Comuni sanniti sverseranno a Tufino o in altro Stir della Sapna. Comunque, il costo non dovrà oltrepassare i 200 euro a tonnellata. Alla riunione convocata dal prefetto Cappetta hanno preso parte, oltre a Di Maria e Renato Parente per la Rocca, amministratori di Fragneto Monforte e Casalduni, il presidente dell'Ato Pasquale Iacovella e l'amministratore unico della Samte Carmine Agostinelli.

A margine, il presidente Di Maria ha dichiarato: «Noi siamo impegnati nella attività di ripresa del ciclo produttivo dello Stir e per riavviare il ciclo virtuoso di gestione dei rifiuti nel Sannio. Io credo che, avendo la Regione approvato la variante da noi proposta, con procedura d'urgenza, entro una decina di giorni potranno essere affidati i lavori già finanziati dalla Regione per riaprire la prima linea produttiva dello Stir». © RIPRODUZIONE RISERVATA