Estorce duemila euro all'ex datore di lavoro, poi proiettili e bomba: arrestato

Giovedì 12 Luglio 2018
Aveva estorto in più riprese una somma di denaro di circa duemila euro a un suo ex datore di lavoro. Ieri pomeriggio è scattato l'arresto, con il beneficio dei domiciliari, per Guido Sparandeo, 43 anni, di Benevento, vecchia conoscenza delle forze dell'ordine. L'accusa è di estorsione. L'ordinanza è stata emessa dal gip Gelsomina Palmieri, dopo indagini della Procura della Repubblica, diretta da Aldo Policastro e coordinate dal procuratore aggiunto Giovanni Conzo e dal sostituto procuratore della Repubblica Assunta Tillo e condotte dalla polizia.
Secondo l'accusa vittima delle richieste estorsive, cominciate nel 2016, è un imprenditore che opera nel settore della vendita di materiale per uffici, presso cui aveva lavorato. Secondo l'accusa, una prima volta si era fatto consegnare la somma di 400 euro. Per ottenere la quale non aveva esitato a estrarre una pistola puntandola alla tempia dell'uomo.
 
L'imprenditore aveva consegnato le banconote richieste. Ma con il passare dei mesi si erano ripetute altre richieste di denaro. Sparandeo per convincere l'imprenditore a versare i soldi aveva anche collocato due proiettili avvolti con del nastro adesivo davanti alla saracinesca del negozio. Era il maggio del 2017. Poi in altra occasione, nel dicembre successivo, era stata collocata una bottiglia incendiaria presso la vettura, una Mercedes, della vittima. Un segnale d'intimidazione nonostante la bottiglia non avesse causato danni.

Ma le minacce non erano finite. Il 43enne è accusato anche di aver fatto esplodere un petardo presso un'abitazione di proprietà dell'uomo finito nel mirino. Il petardo era esploso su un balcone senza creare grandi danni, ma intimorendo ulteriormente la vittima. In totale, secondo l'accusa, l'indagato era riuscito a farsi consegnare la somma di duemila euro. Infine si era recato presso l'imprenditore intimandogli di dargli del denaro come liquidazione per il lavoro fatto alle sue dipendenze. La vittima ormai esasperata aveva deciso di porre fine alle continue minacce denunciando l'accaduto.

Gli agenti della squadra mobile diretti dal vice questore Emanuele Fattori hanno svolto indagini affidate agli uomini della terza sezione, quella preposta a investigare proprio su questi tipi di reati. In particolare è stato appurato che l'imprenditore aveva liquidato a Guido Sparandeo le somme dovute per il lavoro fatto. Ieri pomeriggio gli agenti della Mobile hanno bloccato l'indagato presso la sua abitazione e, dopo averlo condotto in questura per la notifica dell'ordinanza, lo hanno ricondotto presso la sua abitazione dove è agli arresti domiciliari. Al momento dell'arresto l'imputato ha nominato come difensore Pierluigi Pugliese. Nella giornata di venerdì l'indagato sarà ascoltato dal gip Palmieri. Ultimo aggiornamento: 09:56 © RIPRODUZIONE RISERVATA