Ferì a coltellate l'attore Azzurro,
brasiliano condannato ma in libertà

Venerdì 15 Marzo 2019 di Enrico Marra
Una condanna a tre anni e quattro mesi per Paulo Francisco Da Silva, 38 anni, origini brasiliane, residente in città, accusato di tentato omicidio, sequestro di persona e rapina nei confronti di Roberto Azzurro, 54 anni, attore napoletano anch'egli domiciliato alla periferia della città. Il verdetto, al termine del rito abbreviato, è stato emesso dal Gup Loredana Camerlengo. Il magistrato ha ritenuto Da Silva responsabile di tentato omicidio, rapina e sequestro di persona, mentre è stato assolto dall'accusa di detenzione di un coltello. Inoltre Da Silva, che era già da un mese agli arresti domiciliari, è tornato in libertà anche se dovrà sottostare a un piano terapeutico approntato dallo psichiatra Francesco Santucci. In precedenza il pubblico ministero Francesca Saccone aveva chiesto per l'imputato una condanna a 9 anni e 4 mesi. Stessa richiesta di condanna da parte dell'avvocato di parte civile Laura Silvestri che assiste l'attore. Il difensore dell'imputato Antonio Bruno Romano ha chiesto una derubricazione dell'accusa, da tentato omicidio in quella di lesioni gravi, le attenuanti generiche e il vizio parziale di mente. Ascoltato anche il perito Mauro Ciaravella che era stato incaricato dal magistrato di una perizia per stabilire l'entità delle ferite subite sia dall'attore che dall'imputato. Azzurro uscendo dall'aula visibilmente turbato ha commentato così la sentenza: «È assurdo ora è in libertà».
 
La vicenda risale alla sera del 4 agosto del 2017. Roberto Azzurro una volta dato l'allarme, venne soccorso lungo la Telesina, nei pressi dello svincolo per Paupisi, e condotto all'ospedale «Rummo» dove fu sottoposto a un intervento per suturare le ferite da taglio alla gola, al torace, al dorso e sulle gambe. Per più giorni la prognosi restò riservata. Mentre Azzurro veniva operato in ospedale scattarono da parte delle forze dell'ordine le ricerche della Matiz, poi bloccata dalla Polizia stradale con alla guida Da Silva che viaggiava in direzione di Campobasso.

I carabinieri proseguirono le indagini e si appurò che Da Silva avrebbe colpito l'attore con un coltello e una pietra dopo una lite scaturita in seguito ad avances sessuali, dopo un incontro nei pressi della rotonda dei Pentri alla periferia della città. Da Silva, come ricostruito dagli inquirenti, mise Azzurro nel portabagagli della Matiz per poi lasciarlo in un terreno nei pressi dello svincolo di Paupisi della statale 372.

Da Silva nelle dichiarazioni rese nel corso del processo ha sostenuto una diversa ricostruzione dei fatti. A suo dire mentre era in sella a una bicicletta aveva accettato un passaggio da Azzurro a bordo della Matiz e di aver poi rifiutato le avances sessuali e che il coltello era stato sottratto all'attore. Lui si era limitato a disarmarlo e poi aveva utilizzato lo stesso coltello per ferirlo. © RIPRODUZIONE RISERVATA