Giovani in fuga e culle vuote:
così sta sparendo il Sannio

Sabato 4 Maggio 2019 di Domenico Zampelli
San Giorgio del Sannio paese dei fiori, della cortesia e delle donne. Il capoluogo del medio Calore è infatti il Comune sannita più colorato di rosa. Lo rivela uno studio del Sole 24Ore, che ha analizzato i dati Istat sul gender gap nelle comunità locali. In Italia le donne sono circa un milione e mezzo in più, anche se nel 2018 sono nati più maschietti che femminucce. Dallo studio emerge che in un terzo dei circa 8.000 Comuni italiani la situazione è di sostanziale parità, ma che poi scattano differenze anche numericamente rilevanti. Come appunto è il caso di San Giorgio. Sono infatti appena 750 (meno del 10%) i Comuni che vedono un rapporto percentuale fra i sessi di 52 a 48, come appunto accade per la comunità sangiorgese. Sugli stessi livelli è il capoluogo: in città ci sono oltre duemila donne in più rispetto agli uomini. Per quanto riguarda gli altri centri maggiori, c'è maggioranza rosa a Montesarchio e Telese, mentre Airola è in perfetto equilibrio attorno alla soglia 4170 e Sant'Agata è in controtendenza: uomini in maggioranza di circa 50 unità. Perché la provincia di Benevento riserva anche di queste sorprese, entrando così in un ristretto novero di Comuni italiani.
LE ECCEZIONI
La comunità più azzurra è quella di Campoli: rapporto percentuale a favore degli uomini di 55 a 45, accade solo in un centinaio di Comuni italiani. Poco più indietro si attestano Pannarano, Vitulano e Torrecuso, in entrambi i casi con un piatto della bilancia che cade in campo azzurro per una percentuale che oscilla intorno al 52%. Gli altri Comuni sanniti con popolazione maschile in maggioranza (anche se per poche decine di abitanti) sono Cusano Mutri, Limatola, San Nicola Manfredi, Pietrelcina, San Giorgio la Molara, Castelvenere, Durazzano, Cautano, Paolisi, Paupisi, Forchia e Arpaise. C'è infine un gruppo di Comuni dove esiste una perfetta parità, che mese per mese oscilla per una manciata di unità, a seconda dei fiocchi rosa, azzurri o viola. Si tratta di San Lorenzo, Arpaia, Buonalbergo, Castelpagano, Bonea, Casalduni, Puglianello, San Martino Sannita, Reino, Campolattaro, Castelfranco in Miscano, San Nazzaro, San Lupo, Sant'Arcangelo Trimonte e Ginestra degli Schiavoni.

 

LA CRISI
E a proposito di Ginestra lo studio del Sole 24Ore sui dati Istat consente di aprire una parentesi sul gelo demografico che attanaglia la provincia di Benevento. Nella piccola comunità fortorina l'anno si è concluso senza neppure un nuovo nato, e stessa sorte è toccata a Pietraroia. Punta dell'iceberg rispetto ad una problematica ben più vasta: nel 2018 il Sannio ha perso quasi duemila abitanti, quattro volte più del 2017. Numeri da brividi: eravamo 280.000 a inizio 2017, passiamo a 277.000 a fine 2018. Con un calo concentrato quasi esclusivamente nell'ultimo anno. Come se fosse sparita in due anni tutta la popolazione di un qualsiasi Comune di medie dimensioni Una crisi che parte dal capoluogo, dove la quota 60.000 ormai è più lontana, ripiegando invece su 59.000. Si spopola in particolare il Fortore: emblematico è San Bartolomeo, che perde 100 abitanti raggiungendo lo scalino 4600. Sant'Agata rischia di scendere al di sotto degli 11.000 abitanti, così come San Giorgio del Sannio oscilla pericolosamente intorno ai 10.000 abitanti. Pochissimi i Comuni che fanno registrare un segno positivo. Fra questi ci sono Montesarchio e Telese, ma con incrementi limitati a qualche decina di abitanti in più. Conseguenza anche della contrazione dei flussi di richiedenti asilo, che fino allo scorso anno hanno contribuito ad infoltire le schede anagrafiche, mascherano un disagio demografico che cominciava a manifestarsi. In questo panorama non ottimista incide molto il movimento legato all'emigrazione: anche in questo caso i numeri dell'istituto di statistica rivelano che voglia di restare da queste parte ce n'è sempre meno. © RIPRODUZIONE RISERVATA