Giovani in fuga e culle vuote:
così sta sparendo il Sannio

di Domenico Zampelli

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San Giorgio del Sannio paese dei fiori, della cortesia e delle donne. Il capoluogo del medio Calore è infatti il Comune sannita più colorato di rosa. Lo rivela uno studio del Sole 24Ore, che ha analizzato i dati Istat sul gender gap nelle comunità locali. In Italia le donne sono circa un milione e mezzo in più, anche se nel 2018 sono nati più maschietti che femminucce. Dallo studio emerge che in un terzo dei circa 8.000 Comuni italiani la situazione è di sostanziale parità, ma che poi scattano differenze anche numericamente rilevanti. Come appunto è il caso di San Giorgio. Sono infatti appena 750 (meno del 10%) i Comuni che vedono un rapporto percentuale fra i sessi di 52 a 48, come appunto accade per la comunità sangiorgese. Sugli stessi livelli è il capoluogo: in città ci sono oltre duemila donne in più rispetto agli uomini. Per quanto riguarda gli altri centri maggiori, c'è maggioranza rosa a Montesarchio e Telese, mentre Airola è in perfetto equilibrio attorno alla soglia 4170 e Sant'Agata è in controtendenza: uomini in maggioranza di circa 50 unità. Perché la provincia di Benevento riserva anche di queste sorprese, entrando così in un ristretto novero di Comuni italiani.
LE ECCEZIONI
La comunità più azzurra è quella di Campoli: rapporto percentuale a favore degli uomini di 55 a 45, accade solo in un centinaio di Comuni italiani. Poco più indietro si attestano Pannarano, Vitulano e Torrecuso, in entrambi i casi con un piatto della bilancia che cade in campo azzurro per una percentuale che oscilla intorno al 52%. Gli altri Comuni sanniti con popolazione maschile in maggioranza (anche se per poche decine di abitanti) sono Cusano Mutri, Limatola, San Nicola Manfredi, Pietrelcina, San Giorgio la Molara, Castelvenere, Durazzano, Cautano, Paolisi, Paupisi, Forchia e Arpaise. C'è infine un gruppo di Comuni dove esiste una perfetta parità, che mese per mese oscilla per una manciata di unità, a seconda dei fiocchi rosa, azzurri o viola. Si tratta di San Lorenzo, Arpaia, Buonalbergo, Castelpagano, Bonea, Casalduni, Puglianello, San Martino Sannita, Reino, Campolattaro, Castelfranco in Miscano, San Nazzaro, San Lupo, Sant'Arcangelo Trimonte e Ginestra degli Schiavoni.

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Sabato 4 Maggio 2019, 11:52
© RIPRODUZIONE RISERVATA



COMMENTA LA NOTIZIA
2 di 2 commenti presenti
2019-05-05 00:20:30
I giovani? Non vogliono fatica'...Vogliono vivere alle spalle dei genitori e dei nonni che li hanno viziati fino al c.lo !
2019-05-04 18:55:41
Se si continua a promettere lavoro e a non crearlo è il minimo che possa accadere. C'è anche un altro problema che penso sia irrisolvibile: i giovani non trovano lavoro e tanti continuano a studiare, ad un livello superiore o universitario, per poi trovarsi ancora più nell'impossibilità di applicare quanto studiato e giustamente si guardano intorno per vedere dove si offrono possibilità. In tanti ormai hanno abbandonato l'idea di trovare lavoro sotto casa e con i mezzi di trasporto più efficienti conoscenza di lingue straniere ed internet non si sentono più isolati. Altro problema è dato dal fatto che i giovani non vogliono più fare lavori considerati di bassa professionalità come artigiano, allevatore, contadino che sono attività anche remunerative se fatte con criterio.

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