Tari e multe, a Benevento
è record di evasori

Martedì 30 Aprile 2019 di Gianni De Blasio
Al Comune ritengono di essere nella media, ma uno degli impegni prioritari dovrà essere la lotta all'evasione. Parliamo della Tari, laddove la percentuale di riscossione si attesta appena al 61%. Seppur in linea con quella di altri enti, non può essere confortante prendere atto che, a fronte di 16,6 milioni accertati, alla fine nelle casse di palazzo Mosti ne entrino appena 10. Dati che emergono dal rendiconto di gestione 2018 approvato ieri dall'esecutivo Mastella.
 
«Certo, un settore privo di un dirigente titolare per gran parte dell'anno, oltre all'assenza di una ditta concessionaria dei tributi dice l'assessore alle Finanze Maria Carmela Serluca - non ci ha aiutato nel porre in essere azioni efficaci per contrastare il dilagante fenomeno dell'evasione. Da qualche mese, però, la situazione di precarietà può dirsi alle nostre spalle, pertanto dovremo tentare di arginare tale fenomeno. Anche perché, è evidente, quanto più si espande la platea dei contribuenti tanto più cala il tributo, visto che la legge impone di recuperare il costo del servizio non un euro in meno ma neppure in più».

In effetti, per i rifiuti, il Comune eroga all'Asia 12.938.499 euro, somma alla quale ne vanno previste altre (alla Provincia la Tefa, tributo per l'esercizio delle funzioni ambientali, il conferimento negli Stir, eccetera) sino a raggiungere i 16 milioni di costo complessivo. I 6 milioni non riscossi determinano una duplice penalizzazione: il Comune deve comunque anticipare per intero i costi, dopodiché è obbligato a collocare l'importo del mancato introito nel fondo crediti di dubbia esigibilità riducendo, come accaduto, l'eventuale avanzo, con la conseguenza di non poter utilizzare quelle somme per gli investimenti.

E, infatti, il riaccertamento ordinario dei residui e il rendiconto della gestione per il 2018 hanno fatto registrare un risultato di amministrazione positivo pari a 16.921.509,98 euro. Tale risultato è stato distribuito nella parte accantonata e vincolata determinando un avanzo «libero» di appena 30.055,04 euro, essendo stati accantonati e vincolate pure quelle risorse che lo Stato e la Regione hanno erogato solo a fine anno al Comune per 10.083.575,39. Per le entrate di natura tributaria quelle previste ammontavano a 47.227.794,23 euro ma ne sono state riscosse 38.197.638,56, pari all'81%. L'Imu è stata riscossa per l'83% (9,8 milioni 800mila) e per il 76% l'Imposta comunale sulla pubblicità, con la Tari, si è detto, si scende al 61%, mentre per la Tosap sono stati incassati solo 65mila euro, pari al 20%. Addirittura si attesta al di sotto dell'occupazione suolo pubblico la percentuale inerente le multe, per le quali l'introito è pari a 250mila euro a fronte di 1,2 milioni accertati.

«La percentuale generale di riscossione è in linea con quella del rendiconto 2017 nota Serluca - ma resta ancora molto da fare per riscuotere i tributi che hanno una bassa percentuale, così come resta ancora da fare per la lotta all'evasione. I trasferimenti correnti da Stato e Regione ammontano a 6.048.059,07. La percentuale di incidenza degli accertamenti delle entrate correnti sulle previsioni iniziali è pari al 95%. Quindi sono state correttamente stimate le entrate correnti senza sopravvalutazioni e appostandole nel bilancio di previsione 2018 in maniera prudenziale evitando di appostare in bilancio spese che non potevano essere finanziate da effettive entrate. Le azioni intraprese e da continuare a perseguire devono tendere a una corretta e sana gestione finanziaria non solo perché imposto dal Ministero e dalla condizione di dissesto finanziario, ma per una sana gestione dell'Ente».

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