«Usura e droga», scatta il sequestro
per il bar, automobili e soldi

Giovedì 10 Ottobre 2019 di Enrico Marra
Sequestro di beni per il titolare di un bar ubicato in città. Secondo l'accusa l'uomo possedeva beni spropositati rispetto ai redditi dichiarati. Il provvedimento è stato adottato dalla Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Napoli dopo indagini della Guardia di Finanza e della polizia beneventana. Il provvedimento è stato notificato ieri mattina dalle fiamme gialle e dagli agenti alla divisione anticrimine della Questura. Destinatario del provvedimento I.N., 45 anni, beneventano, vecchia conoscenza delle forze dell'ordine. L'uomo, secondo l'accusa, è stato ritenuto «pericoloso» in quanto stabilmente viveva dei proventi di attività delittuose, in particolare dei reati di usura e di spaccio di sostanze stupefacenti. La proposta di sequestro, finalizzata alla confisca, è stata formulata, ai sensi della normativa vigente in materia di misure di prevenzione che attribuisce la competenza al Tribunale di Napoli, dopo indagini della Procura della Repubblica di Benevento diretta da Aldo Policastro e dal questore di Benevento Luigi Bonagura, a seguito di indagini anche di carattere patrimoniale svolte dalla Squadra Mobile e dal Nucleo Polizia Economica-Finanziaria della Guardia di Finanza diretta dal tenente colonnello Giovanni Ferrajolo, che hanno consentito di accertare la disponibilità per il 45enne di beni sproporzionati rispetto ai redditi dichiarati. Alcuni di questi beni, tra l'altro, sono risultati intestati a prestanomi tra cui la moglie.

 

L'ACCUSA
Gli inquirenti hanno ritenuto che gli acquisti erano stati effettuati con proventi illeciti, in particolare anche quello di un bar ubicato al rione Libertà, la cui sede, sempre secondo la tesi accusatoria, era divenuta base logistica degli illeciti traffici di stupefacenti. Per questo motivo il locale è stato sottoposto a sequestro preventivo con la nomina contestuale di un amministratore giudiziario, Maurizio Boffa, che consentirà al locale di poter continuare a svolgere la sua attività. In aggiunta all'esercizio commerciale, il sequestro ha riguardato anche un locale deposito adiacente, un'auto Audi, una moto Honda nonché il saldo dei libretti postali, delle carte post pay, dei conti correnti intestati sia al destinatario del provvedimento sia alla moglie per un valore di circa 60mila euro. L'indagato è assistito dagli avvocati Claudio e Francesco Fusco
IL PRECEDENTE
Nel settembre dello scorso anno il destinatario del provvedimento del Tribunale di Napoli era stato coinvolto in un blitz della Squadra Mobile sempre in via Vitelli. In particolare nel deposito del locale finito nel mirino, tra le bibite erano state poi trovate dosi di eroina e cocaina, un bilancino di precisione e materiale plastico per il confezionamento, tutto poi ovviamente sequestrato. Gli agenti al termine dell'irruzione avevano fatto scattare le manette per tre persone, tra cui l'attuale destinatario del provvedimento di sequestro, con le accuse di spaccio. Il magistrato aveva inviato tutti ai domiciliari. Misure successivamente revocate. Il processo è in programma davanti al magistrato Gelsomina Palmieri nel mese di novembre.
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