Rogo di Airola, è allarme agricoltura:
ancora ferma la raccolta delle olive

Martedì 26 Ottobre 2021 di Jusi Iuliano
Rogo di Airola, è allarme agricoltura: ancora ferma la raccolta delle olive

Nella stagione della raccolta, si proiettano anche sulle olive le conseguenze dell'incendio nella zona industriale di Airola. Gli agricoltori chiedono risposte e certezze: è tempo di raccogliere i frutti di un duro lavoro, è il periodo delle olive e della produzione di olio, attività su cui si basa buona parte dell'economia dei produttori agricoli della Valle Caudina, ancora fermi. Considerate le preoccupazioni e le richieste di chiarimento, il sindaco di Airola, Vincenzo Falzarano annuncia che «in tempi stretti, giungeranno gli esiti delle analisi sui campioni di terreno prelevati dall'Arpac nei giorni scorsi e, oggi, personale dell'Asl verrà a prelevare campioni di olive per le necessarie analisi».

Sulla questione, si mobilita anche la Cia di Benevento, la Confederazione Italiana Agricoltori. Ieri, il presidente Raffaele Amore, ha incontrato Elina Antonia Barricella, direttore del dipartimento provinciale Arpac di Benevento e Gianluca Scoppa del dipartimento provinciale Arpac di Salerno, per un confronto sulle problematiche del comparto agricolo caudino e, in particolare, della produzione olivicola. «A seguito dell'incendio - chiarisce Amore - l'Asl ha inviato a 6 comuni caudini una comunicazione, indicando le misure da adottare per la salute pubblica, tra cui il divieto di pascolo e quello di raccolta e consumo dei prodotti della terra. Decisione assunta nell'esclusivo interesse di tutti i consumatori- precisa - ma si tratta di una prescrizione che non può durare per sempre, quindi è giusto che si studino una serie di iniziative per valutare, quanto prima, le effettive conseguenze che la nube sprigionata dall'incendio ha avuto o sta avendo sulle colture». Con riferimento al comparto olivicolo, il territorio dei sei comuni interessati (Airola, Arpaia, Moiano, Forchia, Bucciano e Paolisi) si estende per 67 km quadrati con una superficie olivetata di circa 700 ettari che, secondo le stime della Cia, «genera, tra olio e olive, un valore di produzione di circa 3 milioni di euro». Il presidente Amore ricorda che «ad oggi, si dispone dei soli risultati delle analisi effettuate sull'aria che hanno dato riscontri tranquillizzanti, mentre per i campioni di terreno prelevati dall'Arpac, non si ha ancora riscontro dai laboratori preposti».

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Pertanto, considerato che «la raccolta delle olive in altre zone è già partita, mentre nel comprensorio caudino non ancora, la Cia chiede un tavolo istituzionale ad Asl e Arpac presso la Prefettura dove, assieme alle altre organizzazioni di categoria del settore, valutare la situazione e richiedere risultati e tempi certi». Infine, Raffaele Amore evidenzia la disponibilità della Cia ad effettuare, «con propri frantoi, delle moliture sperimentali, a campione, per analizzare direttamente il prodotto olio in quanto sarebbe più facile, grazie al confronto con appositi parametri qualitativi, valutare se vi sono alterazioni dovute all'inquinamento dalla nube dell'incendio o se invece la qualità del prodotto è rimasta inalterata». Per il presidente della Cia, «serve che quanto prima la popolazione venga rassicurata, anche perché il danno di immagine per i nostri prodotti potrebbero essere irreparabile».

Intanto, ad Airola, venerdì 29 ottobre, alle 17, si riunirà il consiglio comunale aperto per tracciare una sintesi delle problematiche, degli interventi messi in campo, sensibilizzare le istituzioni sovracomunali su quanto accaduto e informare i cittadini sulle conseguenze dell'incendio. Parteciperanno, tra gli altri, Asl, Arpac, vigili del fuoco e comitati locali. Un dramma, quello dell'incendio, che ha messo a dura prova tutti. «Mai come in questo momento è l'invito del sindaco Falzarano - bisogna restare uniti, per risollevare Airola, garantire la salubrità dell'ambiente, la salute dei cittadini, il lavoro dei produttori agricoli e dei dipendenti delle aziende, mettendo da parte la politica e le divisioni».
 

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