Pedopornografia, folla alla messa
dopo l'arresto di don Nicola

Lunedì 8 Novembre 2021 di Stefania Repola
Pedopornografia, folla alla messa dopo l'arresto di don Nicola

«Il Signore è vicino a chi ha il cuore ferito, egli salva gli spiriti affranti». Con questo versetto del Vangelo, don Terenzio Pastore, si è rivolto ai fedeli. Il parroco missionario ha celebrato ieri la funzione religiosa nella parrocchia di San Modesto fino a poco tempo fa la «casa» di don Nicola De Blasio. Don Terenzio vive a Roma ma conosce da anni Don Nicola e, venerdì scorso, ha celebrato messa nella parrocchia di Santa Maria degli Angeli. Trovandosi a Benevento, l'arcivescovo gli ha chiesto di tenere messa anche a San Modesto e ha accettato anche per condividere, insieme ai fedeli, il difficilissimo momento che la Diocesi attraversa così come la comunità parrocchiale, che avverte come una bruciante ferita sulla pelle e nell'anima quanto è avvenuto. È la prima domenica senza Don Nicola a San Modesto, alle 11.30 la chiesa è gremita di fedeli, ai primi posti anche i bambini del catechismo.

«La comunità è sconvolta - ha spiegato don Terenzio - ci auguriamo che tutto sia chiarito quanto prima e che Don Nicola sia innocente ma, seppur fossero accertare le sue responsabilità, non bisogna comunque abbandonarlo e pregare per lui». Questo il pensiero del parroco che ha ascoltato una comunità smarrita e sgomenta. In cerca di risposte. Le parole di don Terenzio, nell'omelia, sono semplici e chiare, non a caso di rassicurazione perché la notizia dell'arresto di Don Nicola ha avuto esattamente l'effetto che ha descritto l'arcivescovo Accrocca appena l'ha appresa: «È come quando ci colpisce un pugno in faccia senza nemmeno averlo visto arrivare. Ti lascia stordito, poi piano piano prendi atto della situazione». L'invito del parroco ai fedeli è dunque quello di non perdere mai la speranza e di pregare «perché il dolore e la sofferenza si plachino e perché il vuoto che ora molti provano sia colmato».

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Don Terenzio suggerisce di affidarsi alla preghiera e di ascoltare «la parola di Dio che ci possa non solo salvare, ma aiutare a uscire rafforzati proprio dalla crisi tanto dolorosa che stiamo vivendo. La comunità e la diocesi hanno il cuore ferito così come don Nicola. Preghiamo - ha detto -per trovare la forza di superare questo momento. Sappiamo che dobbiamo affidarci al Signore, l'auspicio di tutti è che don Nicola non abbia nulla a che fare con questa storia, che sia stato solo troppo superficiale, ma intanto il nostro compito è di pregare». Per entrare nel Regno di Dio bisogna «passare per momenti bui, momenti difficili» ha chiarito il prete missionario e «di fronte alle tribolazioni, che fanno parte della legge della vita, il cristiano deve affidarsi a Dio, che non delude mai, che ti dà speranza e la sua pace». Affidare al Signore qualcosa, affidare al Signore questo momento difficile, affidare al Signore se stessi e don Nicola, è il messaggio del prete ai fedeli.

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«La chiesa - ha proseguito Don Terenzio nell'omelia - è una comunità di fratelli e sorelle che compiono insieme un cammino e, quando qualcuno inciampa, ognuno deve avere accanto un fratello che lo incoraggia a superare le difficoltà. Dio guida tutti verso la salvezza in questo percorso bisogna affidarsi a lui. Anche l'arcivescovo - ha concluso il parroco - sta pregando e manda a tutti voi un messaggio di vicinanza e di solidarietà». La comunità di parrocchiani è, però, inevitabilmente smarrita. I volti sono provati, per tanti don Nicola a san Modesto era un punto di riferimento soprattutto per «gli ultimi». L'auspicio è quello che la solidarietà che lui faceva non si arresti che quella «mano tesa» che si poteva sempre trovare, non smetta di esistere. Quello che si respira nell'aria è, infatti, incredulità rispetto all'uragano che ha travolto la città. Per tanti parrocchiani che si sono soffermati sul sagrato della chiesa al termine della funzione, è impensabile credere che possa essere davvero accaduto. Molti non giudicano e lasciano che la giustizia faccia il proprio corso, criticando chi ha calcato la mano sui «social».
Intanto, sul fronte indagini, i legali di don Nicola De Blasio hanno in procinto di presentare, entro metà settimana, il ricorso al Riesame per chiedere la revoca degli arresti domiciliari.
 

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