Campania, è già boom d'influenza:
solo il Sannio a tremila casi

Lunedì 13 Gennaio 2020 di Luella De Ciampis
La sindrome influenzale non ha ancora raggiunto il picco massimo nel Sannio, ma i numeri di persone ammalate sono già impressionanti. Si parla di circa 3000 casi, che rappresentano il 10% della popolazione, mentre i più colpiti sono i bambini, anche in tenerissima età. Un andamento in linea con quello nazionale, i cui numeri raccontano che gli italiani che si sono ammalati tra il vecchio e il nuovo anno sono stati 286 mila, mentre, allo stato attuale, il virus sta interessando circa due milioni di persone. L'Asl di Benevento aveva acquistato 70mila dosi di vaccino e proseguirà la campagna vaccinale fino al 31 gennaio.

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IL TREND
«Tra Capodanno e l'Epifania dice Luca Milano, vicepresidente dell'Omceo e medico di di Medicina generale - abbiamo registrato un incremento dei casi di influenza, legato a un contagio avvenuto prevalentemente in famiglia, ma ora con la riapertura delle scuole andremo incontro a una maggiore incidenza della malattia. Di contro, c'è stato un aumento delle complicanze sopratutto di tipo bronchiale e respiratorio, con alcuni casi di polmonite, nei soggetti più deboli come gli anziani. Dal bollettino dell'istituto superiore della Sanità si evince che, fino a questo momento, l'andamento è in linea con lo scorso anno e i dati sono sovrapponibili, mentre il picco massimo è atteso tra fine gennaio e febbraio». «Inoltre continua - il sovraffollamento degli studi medici sta creando problemi ai sistemi informatici dell'intera Campania (Sannio incluso), che funzionano a singhiozzo, perché non sostengono il sovraccarico di ricette elettroniche. Una situazione insostenibile, che rischia di degenerare in un vero e proprio collasso assistenziale, in quanto i medici, impegnati a eseguire un numero indescrivibile di visite al giorno, devono fare i conti con un sistema mal funzionante, mentre i pazienti, sono costretti a un andirivieni continuo. La Fimming si sta impegnando a livello regionale per ottenere il ripristino del servizio». Insomma, un'influenza che è appena agli esordi e si sta dimostrando abbastanza impegnativa, sia perché colpisce indistintamente tutte le fasce d'età, seppure con maggiore predilezione per i piccoli, che per il fatto che, in quanto procurata da ceppi virali, non è possibile curarla in modo mirato. A tal proposito, i medici di base sottolineano che la terapia è solo sintomatica e serve a mantenere bassa la temperatura, a calmare la tosse, piuttosto che i fastidi a livello dell'apparato gastroenterico, mentre solo in caso dovessero subentrare complicanze su base batterica, è opportuno far ricorso all'uso della terapia antibiotica.

IN OSPEDALE
«L'affluenza in pronto soccorso dice Mario Ferrante direttore generale del Rummo al momento è aumentata del 15/20%, ma ci aspettiamo un incremento del 50% degli accessi per il mese di febbraio. Tuttavia, ci siamo già organizzati per evitare il sovraffollamento, offrendo una risposta immediata già in pronto soccorso, con esami tesi a favorire un primo e rapido smistamento dei pazienti. Contestualmente, abbiamo aumentato il turnover nei reparti, accelerando le dimissioni nei casi in cui non c'è necessità di permanenza in ospedale. Fatto questo, non ci resta che sperare che ci sia un filtro maggiore, affinché i codici bianchi non arrivino in ospedale». «Per quanto riguarda la mia esperienza personale conclude Milano - ho somministrato 503 vaccini. Quindi, un terzo dei miei assistiti è stato vaccinato, incluso il 77% degli ultra 65enni. Comunque invito ancora tutti a vaccinarsi, qualora non l'abbiano già fatto, per evitare le complicanze della sindrome influenzale». © RIPRODUZIONE RISERVATA