Benevento, sulla movida il match
ai gestori dei locali: si chiude alle 3

Sabato 1 Agosto 2020 di Paolo Bocchino
Movida a Benevento, la partita degli orari se la aggiudicano gli esercenti. Una vittoria schiacciante e persino sorprendente se si considera quale fosse la situazione non più tardi di qualche giorno fa. È prevalsa la compattezza e la fermezza della reazione che i titolari dei locali del centro storico hanno messo in campo dopo le due ordinanze licenziate da Mastella sul finire della scorsa settimana. Scioccante la prima che prevedeva la chiusura delle attività a mezzanotte dal lunedì al giovedì e la domenica. Limite immediatamente spostato in avanti di un'ora, lasciando invariato il termine alle 2 per venerdì e sabato. Ma anche la successiva configurazione non aveva convinto i commercianti. Massiccia e vibrante la mobilitazione di baretti, pub, ma anche pizzerie, gelaterie, club operanti all'interno o a ridosso delle mura longobarde. L'ordinanza di venerdì scorso infatti creava una linea di demarcazione topografica tra locali assoggettati alle limitazioni, quelli più prossimi al nucleo urbano, e gli altri con le medesime licenze commerciali. Differenziazione capace di far esplodere la protesta finanche più dei limiti orari. Umori noti da giorni ai piani alti di Palazzo Mosti che non a caso sono corsi ai ripari dopo una gestazione settimanale.

Da ieri lo stop alle attività è fissato alle 3 dal venerdì alla domenica e alle 2 dal lunedì al giovedì. Modificato anche l'orizzonte temporale dell'ordinanza che non si estende più fino a tutte le festività natalizie ma solo fino al 4 ottobre. Decisiva l'audizione giovedì nella commissione Attività produttive del referente dei gestori Gino Cocozza. «Così come avevamo stigmatizzato con forza le incongruenze dei precedenti provvedimenti, diamo atto oggi all'amministrazione comunale e al sindaco Mastella in primis di aver corretto le anomalie, con particolare riferimento alle aree di applicazione che sono state giustamente eliminate» commenta Cocozza. Disco verde anche sugli orari: «Ci siamo attestati autonomamente sulla linea delle 3 anche quando non esistevano limiti formalizzati - aggiunge il decano degli esercenti del centro -. Ma non ci teniamo certo a fare le ore piccole al lavoro. Se i giovani dovessero modificare le proprie abitudini anticipando gli orari di uscita non potremmo che esserne contenti».

Modifiche così spiegate dall'assessore al Commercio Oberdan Picucci: «I nuovi orari tengono conto della necessità delle attività commerciali di lavorare senza essere penalizzate, in un momento di ripresa dopo la chiusura forzata e i notevoli danni economici subiti. Dall'altra parte una limitazione è necessaria, dato il momento storico attuale e lo stato di emergenza sanitaria ancora presente». Le muove misure adottate dal primo cittadino rischiano di tirare da una parte la corta coperta della gestione del centro storico. Nella ordinanza varata ieri è sparito il riferimento esplicito al comitato di quartiere e alle rimostranze sugli effetti collaterali della movida. Una circostanza che non appare casuale alla luce della decisa reazione degli esercenti, da sempre di fatto «in lotta» con gli abitanti del quartiere.
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