Ricoverato con ferite all'addome:
​«Un incidente». I dubbi della polizia

Mercoledì 8 Aprile 2020 di Enrico Marra
Un 58enne operaio beneventano, C.G., da ieri è ricoverato in codice rosso all'ospedale «Fatebenefratelli», dove è arrivato con diverse ferite all'addome. Secondo una frammentaria dichiarazione resa ai sanitari del nosocomio al momento del ricovero si sarebbe ferito con delle sbarre acuminate di un cancello collocato presso la sua abitazione. Ma sul ferimento dalla tarda serata di lunedì sono in corso indagini da parte dei poliziotti della Squadra Mobile, che avrebbero nutrito dubbi sulla versione fornita dall'uomo. Si indaga in attesa che le condizioni del 58enne migliorino in modo da poterlo ascoltare e fare chiarezza. Inoltre sono stati ascoltati a lungo i familiari, in particolare la moglie. In serata la polizia scientifica ha anche effettuato un nuovo accertamento presso l'abitazione dell'uomo. Accertamento effettuato con l'uso del luminol, una sostanza che permette di individuare se vi sono tracce di sangue. Evidentemente si vuole verificare se il ferimento è avvenuto all'interno dell'abitazione magari nel corso di un alterco.

La vicenda ha avuto inizio poco dopo le 17 di lunedì quando al pronto soccorso dell'ospedale «Fatebenefratelli» è giunto l'uomo, coniugato con due figli, operaio presso il Cecas, l'azienda che opera nel settore del tabacco e dove è addetto alla manutenzione delle caldaie. L'uomo, che era accompagnato da un vicino di casa, ha dichiarato in modo confuso ai sanitari che poco prima era rimasto ferito dalle sbarre di un cancello in ferro all'ingresso della sua abitazione, una villetta a due piani in contrada Camerelle Vecchie, lungo la strada che conduce a Pietrelcina e poi nei centri del Fortore, una zona abbastanza isolata. I sanitari solo in un secondo momento, ovvero quando in serata hanno sottoposto l'uomo a un delicato intervento chirurgico per suturare le ferite che aveva all'addome hanno ravvisato qualche perplessità. Infatti hanno ritenuto che questo tipo di ferite non era del tutto compatibile con quelle provocate dalla penetrazione di una sbarra acuminata, ipotizzando che potessero, invece, essere state provocate da un coltello.

Di fronte a queste perplessità hanno ritenuto di allertare la centrale operativa del 113. Sul posto sono giunti gli agenti della Squadra Volanti per un primo accertamento e i poliziotti della Squadra Mobile. Si è realmente appurato che nel cortile antistante l'abitazione c'è un cancello alto meno di due metri con sbarre in ferro. Ma questo dato non ha convinto gli inquirenti. Da qui sono partiti gli accertamenti protrattisi per tutta la giornata di ieri. E eseguirli i poliziotti della Squadra Mobile coordinati dal sostituto procuratore della Repubblica di turno Flavia Felaco. Nel frattempo le condizioni dell'uomo, che dopo il delicato intervento chirurgico era stato intubato nel reparto rianimazione, sono migliorate, pur restando la prognosi riservata, ma al momento non è ancora in grado di poter essere interrogato. Ma questo non ha impedito il proseguire delle indagini. Si sta cercando di ricostruire cosa è accaduto nelle ore precedenti il ferimento, i rapporti dell'uomo con gli altri familiari, con i vicini e i compagni di lavoro.
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