Laer, intesa con Israele per convertire
i Boeing: sfida «made in Sannio»

Mercoledì 29 Dicembre 2021 di Marco Borrillo
Laer, intesa con Israele per convertire i Boeing: sfida «made in Sannio»

Una boccata d'ossigeno per il settore aeronautico, particolarmente colpito dal ciclone Covid-19, ma anche un'iniezione di fiducia per l'economia sannita e un'occasione per aprire nuovi e più incoraggianti scenari dal punto di vista del prestigio e anche sotto il profilo strettamente occupazionale. La Laer Spa, infatti, la cui sede principale sorge proprio ad Airola (un'altra opera ad Acerra mentre il terzo stabilimento è attivo ad Albenga, in provincia di Savona, in Liguria), adesso può puntare a lasciarsi alle spalle il periodo buio dettato dalle dure ricadute dell'emergenza pandemica avviando il programma quadriennale di realizzazione dell'intero kit strutturale di conversione da trasporto passeggeri a cargo del Boeing 777-300Ersf. La sottoscrizione del contratto con Iai (Israel Aerospace Industries Ltd) Aviation Group, principale industria aeronautica israeliana, leader mondiale nella trasformazione cargo dei velivoli passeggeri, rappresenta una grande chance non solo per l'azienda ma anche per il territorio. E il valore della commessa è a dir poco significativo: ben 100 milioni di euro.

Con il nuovo anno ormai alle porte, per la Laer presto si aprirà la fase organizzativa per dare slancio al programma e passare poi alla produzione fisica dei componenti. Ad annunciarlo è lo stesso amministratore unico di Laer Andrea Esposito (nella foto), tra l'altro vice presidente di Confindustria Benevento (guidata da Oreste Vigorito, patron del Benevento Calcio) con delega alle fonti energetiche, nonché legale rappresentante dell'azienda iscritta all'Unione degli industriali sanniti e attiva nel settore aeronautico dal 1989. «È una grande opportunità sia per la nostra azienda che per il territorio campano e per il nostro Paese - spiega Esposito -. Si tratta di una commessa di livello internazionale che ci dà la possibilità di dimostrare le nostre qualità in un contesto importante. Noi spediremo i kit composti da aerostrutture, loro effettueranno il taglia e cuci».

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Ma la notizia della commessa all'azienda con base principale nel Sannio, in un territorio che ha da poco iniziato a ritrovare normalità dopo il maxi-rogo sviluppatosi nei capannoni della Sapa, che resta un'altra grande eccellenza industriale dell'area, pone inevitabilmente sullo sfondo una serie di riflessioni sull'impatto della nuova sfida e sugli effetti positivi in termini di visibilità e soprattutto occupazione. Un programma che si inquadra in un periodo difficile per un comparto come l'aeronautica, che più di altri ha scontato i duri effetti delle contrazioni dettate dalla pandemia. «Attualmente siamo in forte riduzione a causa della crisi - precisa lo stesso Esposito -, in realtà abbiamo più del 50% circa del personale in cassa integrazione. Con questa commessa, però, riusciremo quasi interamente ad assorbire la parte in cig e a programmare assunzioni mirate in organico in alcuni punti strategici dell'azienda, sempre sotto il profilo organizzativo». All'orizzonte la possibilità di incrementare non soltanto la capacità produttiva dell'azienda ma anche quella di intercettare un importante trampolino di lancio verso nuovi e prestigiosi traguardi. «Questo può essere solo l'inizio - conclude Esposito -, se dimostriamo le nostre capacità potrà esserci anche un aumento delle capacità produttive da poter dedicare a questo importante cliente, che oltretutto abbiamo appena acquisito. Ma siccome loro sono leader mondiali nella trasformazione da aerei passeggeri ad aerei cargo, se dimostriamo di saper fare potranno esserci ricadute positive».
 

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