Lavori in ritardo al Rummo,
è caos al pronto soccorso

Venerdì 22 Febbraio 2019 di Luella De Ciampis
Dovevano essere conclusi a fine novembre, sono invece ancora in atto i lavori di ristrutturazione del Pronto soccorso dell'ospedale «Rummo». Un disagio per gli utenti, ma anche per i medici e per il personale sanitario, costretti a doversi muovere in spazi ancora più ridotti rispetto a quelli soliti, già angusti. Intanto, stamattina, in seconda convocazione, il management del «Rummo» e le organizzazioni sindacali Fsi Usae, Fials, Cgil Fp e Nursing Up parteciperanno all'incontro in prefettura proprio per discutere della questione. In seconda convocazione, perché al precedente incontro i sindacati, che avevano chiesto udienza al prefetto, non si erano presentati, per un disguido tecnico.
 
«I lavori del Pronto soccorso dichiara il direttore generale, Renato Pizzuti sono in dirittura d'arrivo e probabilmente si concluderanno a fine marzo. In questi giorni è stata completata la prima ala dell'area oggetto di ristrutturazione, mentre per la settimana prossima la ditta completerà la zona destinata ad accogliere i codici rossi. C'è stato sicuramente un ritardo nella consegna dei lavori, da attribuire alla loro complessità e alle difficoltà incontrate in corso d'opera. Quanto alle condizioni di lavoro e all'elevato numero di pazienti che affollano e sostano a lungo in Pronto soccorso, subito dopo il nostro insediamento, abbiamo cercato di porre rimedio a una serie di problematiche relative agli spazi, al personale e all'organizzazione. I lavori di ammodernamento dei locali serviranno a lavorare in luoghi più confortevoli, con maggiore attenzione alla privacy dei pazienti, creando percorsi interni più razionali, per esempio, un accesso più rapido alla radiologia, e spazi meglio organizzati in base alle esigenze, come la shock room per i codici rossi». Il Pronto soccorso attualmente è un cantiere aperto, che lamenta tutti i disagi di un luogo in cui molti locali sono interdetti al pubblico. «È una fase transitoria conclude Pizzuti che darà i suoi frutti. Peraltro, il decreto del commissario ad acta n.100 del 2018, ha assegnato al Rummo un finanziamento ad hoc per il polo d'emergenza di circa 9 milioni, con fondi per il 95% statali e per il restante 5% regionali».

Attualmente, per quanto si evince dalle delibere dell'azienda ospedaliera, sono stati assunti 14 medici di Medicina d'urgenza e di accettazione e altri ne saranno reclutati, in base al piano triennale del fabbisogno 2019-21. «Dal punto di vista organizzativo commenta Giovanna Guiotto, primario dell'Emergenza-urgenza abbiamo ripristinato l'Obi (osservazione breve intensiva), con 4 posti letto, abbiamo implementato i sistemi di triage globale e i fast track, che consentono rispettivamente, una valutazione attenta e circostanziata per definire la priorità e i percorsi più rapidi per le condizioni monopatologiche, con il coinvolgimento dello specialista di riferimento, proprio allo scopo di decongestionare il Pronto soccorso, abbiamo completato la formazione del personale e istituito il bed manager, un infermiere esperto che prende in carico il malato. È ovvio, tuttavia, che tali iniziative nulla potranno in circostanze di precarietà, quali i lavori in corso e il periodo dell'anno in cui la sindrome influenzale che in questi giorni ha raggiunto il picco massimo, sta affollando a dismisura le unità di pronto soccorso dell'intero territorio nazionale». Contestualmente, il primario di Neuroradiologia, Gennaro Esposito, benché in pensione dal primo febbraio, ha deciso di continuare a prestare la propria opera al «Rummo» a titolo gratuito, con la carica di primario emerito, mentre è pronta la graduatoria del concorso per tNeurochirurgia. I primi tre classificati sono Roberto Granata, Francesco Corrivetti e Pierluigi Granaroli, subito dopo ci sono Celestino de Simone, Pasquale Donnarumma e Ciro Alessandro Gallo. © RIPRODUZIONE RISERVATA