Mattarella riceve al Quirinale i vescovi
delle diocesi di Benevento e Avellino

Mercoledì 24 Giugno 2020

I vescovi della metropolia di Benevento incontreranno domani al Quirinale il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. È quanto si legge in una nota dell'ufficio comunicazioni sociali della diocesi di Benevento. I vescovi che incontreranno il presidente Mattarella saranno monsignor Felice Accrocca, arcivescovo metropolita di Benevento; Arturo Aiello, vescovo di Avellino; Domenico Battaglia, vescovo di Cerreto Sannita-Telese-Sant'Agata dei Goti; Pasquale Cascio, arcivescovo di Sant'Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia; Sergio Melillo, vescovo di Ariano Irpino-Lacedonia; ad essi si unisce dom Riccardo Guariglia, abate di Montevergine.

Al Capo dello Stato i prelati alla guida delle diocesi, che coprono un territorio molto vasto tra le province di Avellino e Benevento, nel corso della visita del presidente nel capoluogo sannita (il 28 gennaio scorso) consegnarono copia degli atti del primo Forum degli amministratori locali ed una loro lettera appello rivolta agli stessi amministratori locali nella quale «mettevano a fuoco il persistente e grave ritardo nello sviluppo delle cosiddette aree interne». In vista del secondo Forum, in programma nel prossimo autunno (data ancora da fissare), domani i vescovi della metropolia di Benevento saranno al Quirinale per essere ricevuti dal Presidente della Repubblica «per discutere dei temi sottolineati con forza nel documento rivolto agli amministratori - si legge in una nota - e per chiedere una rinnovata attenzione ai territori delle aree interne, questione che non può continuare a restare marginalizzata nell'agenda di governo: quello sannita-irpino, infatti, è un territorio povero di popolazione e di risorse, che dopo la pandemia vedrà - facile previsione - aumentare il numero dei poveri».
 

 

I vescovi, prosegue la nota «non pretendono, né intendono, sostituirsi a nessuno arrogandosi compiti che non competono loro. Non spetta infatti ad essi formulare progetti di chiara valenza politica, né, ancor meno, programmi. Piuttosto, in risposta a quello che è il loro compito di pontefici, ai quali spetta essenzialmente costruire ponti, intendono proporre un metodo che, anche in politica come in economia, tenga fermo il primato della comunione. E il metodo è quello del camminare insieme, di fare rete, quindi gioco di squadra, programmando insieme una politica di sviluppo: se riuscissimo nell'intento, tutti ne trarremo vantaggio; in caso contrario, tutti saremo destinati a perdere». Ritengono, inoltre, che «un serio progetto per le Aree interne avrebbe ricadute positive, anche sul piano economico, per tutta la Nazione». I vescovi sono convinti, infine, conclude la nota, «che il Presidente della Repubblica saprà confortare la loro azione anche con suggerimenti e stimoli affinché essa convinca gli attori dello scenario politico-amministrativo a sperimentare nuove prassi e a praticare finalmente azioni convergenti e, perciò, produttive per il bene delle comunità.

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