La grande truffa di Montesarchio:
sequestrato anche il centro di accoglienza

Venerdì 31 Luglio 2020 di Antonio N. Colangelo

Un arresto, 16 indagati e oltre 5 milioni sequestrati tra beni immobili e titoli finanziari. Questi i principali numeri dell'inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Assunta Tillo e condotta dagli uomini della Squadra Mobile e della Guardia di Finanza, autori ieri mattina di un blitz con elicottero a Montesarchio, finalizzato a smantellare un'organizzazione criminale dedita all'intestazione fittizia di beni. A finire in manette, su disposizione del Gip Loredana Camerlengo, Nicola Panella, 56enne di Montesarchio già noto alle forze dell'ordine, considerato un elemento di spicco della malavita in Valle Caudina e accusato di associazione a delinquere, intestazione fittizia di beni, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici e indebita compensazione.

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Difeso dal legale Pierluigi Pugliese, il pluripregiudicato caudino si trova attualmente detenuto a Capodimonte, e verrà probabilmente interrogato all'inizio della prossima settimana. Indagati a piede libero per gli stessi capi d'accusa, a cui si aggiunge il reato di favoreggiamento personale finalizzato alla elusione delle attività di investigazioni, oltre alla possibile imputazione di illecite rivelazioni di segreti di ufficio, i sanniti Costanza Panella, 68enne di Montesarchio, sorella dell'arrestato, difesa dal legale Vittorio Fucci, Danila D'Apice, 41enne di Montesarchio, Nicola Intorcia, 57enne di Benevento, Michele Luciano, 65enne di Bonea residente a Prato, Nicola Panella junior, 32enne di Montesarchio, nipote del principale indiziato, Erminio Panella, 34enne di Montesarchio, Gerardo Sgambato, 26enne di San Marco dei Cavoti e Giovanna Vinciguerra, 39enne di Pesco Sannita. Iscritti al registro degli indagati anche gli irpini Vincenzo D'Adamo, 46enne di Avellino, Alessandro Di Palma, 56enne nato in Svizzera ma residente a Pratola Serre, Antonio Galietta, 50enne di Mercogliano, Ciro Guerriero, 39enne di Avellino, Marco Guerriero, 43enne di Avellino, il 26enne napoletano Vincenzo Di Vicino, oltre a Franco Carraro, 58enne di Campo San Martino, nel padovano, e Corrado Pintoni, 54enne di Brescia. Due, invece, gli immobili del territorio posti sotto sequestro: il «Bei Park Hotel», ex albergo divenuto centro migranti ad Apollosa, e uno stabile a Montesarchio. Sono 7, infine, le società oggetto di sequestro preventivo, operanti nei settori alberghiero, della consulenza tecnologico informatica, dei rifiuti, del noleggio autovetture, del commercio di prodotti petroliferi e della fabbricazione di mobili, tutte riconducibili a Panella per un valore complessivo di 3 milioni di euro, con sedi legali a Roma, Firenze, Prato e nelle province di Verona, Aosta e Terni. Eseguito in un secondo momento, inoltre, un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca di oltre un milione in depositi bancari, titoli finanziari, beni mobili ed immobili nella disponibilità di 4 società a responsabilità limitata, e un ulteriore sequestro, di circa 1.3 milioni, relativo a due truffe perpetrate a danno dello Stato per l'erogazione di contributi pubblici. Stando all'articolata attività di indagine degli inquirenti, sin da subito incentrata sulla figura di Nicola Panella, e basata su intercettazioni telefoniche e verifiche patrimoniali, l'organizzazione illecita messa in piedi dall'indiziato caudino gli avrebbe consentito, tramite l'aiuto di familiari e amici, l'intestazione fittizia di società e beni immobili per eludere le leggi in materia di prevenzione patrimoniale e giustificare la sua presunta, elevata disponibilità economica. Emblematici due casi: la gestione del centro di accoglienza ad Apollosa, che sarebbe stata effettuata senza regolare pagamento di oneri fiscali e facendo ricorso a forza lavoro in nero, e la doppia truffa contributiva ad opera di uno degli indagati, dimorante in Svizzera, il quale avrebbe portato in Italia parte delle somme erogate per finanziamenti pubblici, pari a circa 600.000 euro in franchi svizzeri.

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