Benevento, muore dopo il ricovero
​in ospedale: parte la denuncia

Giovedì 9 Maggio 2019 di Enrico Marra

È morto a 67 anni poco dopo l'arrivo al pronto soccorso dell'ospedale «Rummo». Ma i familiari in una denuncia hanno lamentato il mancato soccorso da parte degli addetti alla guardia medica e del 118 che erano stati allertati da Aurelio Iarrusso, l'uomo deceduto. La denuncia è stata presentata ai carabinieri della Compagnia di Benevento dal figlio Pier Paolo (ad assisterlo l'avvocato Domenico Iommazzo). Immediato l'intervento della Procura della Repubblica e del sostituto procuratore di turno Gabriella Di Lauro, che ha deciso di bloccare la salma presso la sala mortuaria dell'ospedale, di sequestrare la cartella clinica e di disporre l'autopsia che sarà fatta nella giornata di venerdì o al massimo lunedì dal medico legale Emilio D'Oro. Il giorno del conferimento dell'incarico dipende dalle notifiche da recapitare, come atto dovuto, ai sanitari che hanno avuto un ruolo nella vicenda e che al momento risultato essere in quattro. I carabinieri sono al lavoro per ricostruire le ultime ore di vita dell'uomo per verificare se vi siano state delle omissioni nei soccorsi.
LA DENUNCIA
Secondo la denuncia il sessantasettenne che aveva qualche patologia cardiaca, ma secondo i parenti nulla di preoccupante, ha avvertito nella tarda serata di lunedì un malore mentre era nella sua abitazione di San Giorgio del Sannio, una villetta a due piani in contrada Cesine. L'uomo in quel momento era solo nel suo appartamento perché, a quanto pare la moglie, era fuori San Giorgio. Al piano superiore c'era il figlio. L'uomo, avvertito il malore, si è rivolto alla guardia medica che ha la sua sede, per il territorio di San Giorgio del Sannio, nella vicina Sant'Angelo a Cupolo. Successivamente, sempre secondo quanto denunciato, ha anche telefonato alla centrale operativa del 118. Iarrusso avrebbe riferito telefonicamente i sintomi che accompagnavano il malessere chiedendo un intervento, che secondo la denuncia però non c'è stato. Mentre erano in corso le conversazioni telefoniche con le strutture sanitarie è sopraggiunto il figlio dell'uomo che si è reso conto delle necessità per il genitore dell'intervento di un sanitario. Vista l'assenza di un medico e anche dell'ambulanza, senza ulteriori indugi, ha fatto salire il padre sulla sua auto per dirigersi subito verso l'ospedale «Rummo». Pochi chilometri di distanza dal capoluogo e così in poco tempo l'uomo ha raggiunto il pronto soccorso del nosocomio cittadino. Ma le sue condizioni sono apparse subito disperate per cui sono risultati vani i tentativi di rianimarlo da parte de sanitari che si sono prodigati nell'assistenza al paziente. Poco dopo il ricovero è sopraggiunto il decesso.
I sanitari chiamati in causa dalla denuncia avrebbero sostenuto che in realtà erano stati richiesti telefonicamente solo dei consigli. Spetterà ora alle indagini dei carabinieri stabilire se vi siano state realmente delle omissioni dalle strutture preposte a un primo intervento e all'autopsia risalire alle reali cause del decesso.
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