Movida a Benevento, la stretta di Mastella:
«Voi avete invaso la piazza e io vi chiudo»

Lunedì 25 Maggio 2020 di Paolo Bocchino

Clemente Mastella va alla guerra contro gli eccessi della movida e passa al contrattacco. Dal prossimo fine settimana la centralissima piazza Risorgimento di Benevento, da sempre meta d'elezione per generazioni di giovani, sarà vietata al pubblico. Conseguenza delle intemperanze registrate dalle cronache nel primo week end post sblocco: corposi assembramenti di ragazzi nelle ore serali, bottiglie e resti di cibo sul selciato, persino uno spettacolo di fuochi pirotecnici nella notte tra venerdì e sabato. Troppo perché il primo cittadino, attestato da settimane sulla linea della tolleranza zero, possa volgere lo sguardo altrove: «Venerdì e sabato prossimi, piazza Risorgimento sarà chiusa a persone e auto. Farò nei prossimi giorni un'ordinanza» ha tuonato ieri Mastella dalla propria pagina facebook. «Nonostante la buona volontà e gli inviti a vivere un tempo diverso - ha spiegato il sindaco - mi raccontano che ancora in tanti resistono a una movida più mite, come avevo consigliato».

Di qui, dunque, l'annuncio di misure draconiane a partire dal fine settimana. Assembramenti verificatisi nelle scorse sere anche in altri punti della città come corso Garibaldi che ha richiamato presenze numerose dopo mesi di divieti. Unica, paradossale eccezione: il centro storico. Proprio il cuore pulsante della movida beneventana si è presentato deserto nelle prime serate della fase due. Piazza Arechi Secondo, piazza Piano di Corte, gli stretti e suggestivi vicoli che conducono all'Arco di Traiano: tutti avvolti in un fragoroso silenzio. È l'effetto della serrata collettiva decisa dai gestori di pub e lounge bar per protestare contro i provvedimenti restrittivi in materia di orari nei confronti dei baretti attivi nei luoghi tradizionalmente caldi dell'intrattenimento giovanile. Decisione che ha determinato, di fatto, il trasloco della movida in altre zone del capoluogo sannita.

In primis piazza Risorgimento che nello scorso weekend è diventata scenario privilegiato per centinaia di ragazzi beneventani. Consistenti fin dalle prime ore di venerdì sera i capannelli via via infittitisi con l'esplosione registrata alla mezzanotte in punto quando una numerosa comitiva innescava in piena piazza la batteria di fuochi pirotecnici. «Festeggiamo il compleanno di uno di noi» la candida spiegazione di uno dei partecipanti all'improvvisato raduno. «Dopo mesi passati in quarantena - aggiunge - non vedevamo l'ora di poter finalmente trascorrere qualche bel momento insieme». Di fatto inascoltati dunque i moniti lanciati via social da Mastella nei giorni precedenti: «Vedo scene incredibili, per il corso Garibaldi e non solo. Assembramenti pericolosi» aveva denunciato il sindaco, sabato scorso, alle prime avvisaglie dell'incipiente «liberi tutti». Il sindaco aveva quindi prefigurato ciò che si appresta a fare: «Prenderò qualche decisione che la legge mi concede per salvaguardare la salute dei cittadini. Se non c'è autocontrollo sarò costretto a misure energiche. Il virus non è morto».

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La chiusura della più ampia piazza di Benevento, che ospita tre scuole e 160 posti auto, concretizza gli allarmi. Nei prossimi giorni il capo dell'amministrazione comunale si confronterà con il prefetto Francesco Antonio Cappetta e i vertici delle forze dell'ordine per delineare l'assetto dei controlli nel fine settimana. Ma il tam tam dei social disegna già anche le possibili contromosse dei patiti della movida: «Mastella chiude piazza Risorgimento? Vorrà dire che ci troveremo al terminal bus» ipotizza sfrontato un giovane via facebook. «Oppure ai giardinetti di viale degli Atlantici» gli fa eco pronto un coetaneo. La febbre del sabato sera è più alta che mai. 

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