Movida a Benevento, notte «breve»
Mastella: «Si può uscire più presto»

Martedì 29 Settembre 2020 di Paolo Bocchino


Non è tempo di liberi tutti. Le regole della movida restano quelle in vigore, auspicando non occorrano provvedimenti ancora più restrittivi. Clemente Mastella lo ha chiarito ai commercianti che lo hanno raggiunto ieri a Palazzo Mosti. Al centro del confronto in particolare gli orari di chiusura che dallo scorso week end e fino a nuovo ordine sono fissati alla 1 nelle serate di venerdì, sabato e domenica, e a mezzanotte nei restanti giorni. Provvedimenti motivati dall'esigenza di prevenire ogni potenziale occasione di contagio in una fase di recrudescenza del virus. «Se non vogliamo ripiombare nella drammatica stagione che abbiamo vissuto pochi mesi fa - ha spiegato il primo cittadino - dobbiamo sopportare tutti qualche sacrificio e provare a fare di necessità virtù». Mastella ha ipotizzato a tal proposito qualche soluzione pratica che potrebbe «allungare» le serate: «Se i ragazzi imparano a uscire prima la chiusura alla 1 non sarà vissuta come una imposizione prematura». Chiarimenti che la mini delegazione formata da Bruno D'Aniello (Bar Massimo) e Adolfo Pastore (Il Baretto) ha dovuto recepire rinfoderando la richiesta finalizzata a estendere di un'ora le attività.

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«Davanti ad argomentazioni come la tutela della salute pubblica c'è poco da discutere - commenta D'Aniello -. Il sindaco ci ha parlato di circa 50 casi esistenti in questo momento, numeri che non possono lasciarci indifferenti. Accettiamo nostro malgrado queste ulteriori penalizzazioni ma chiediamo che almeno siano uguali per tutti. Mentre noi a Benevento dobbiamo chiudere anzitempo, ci sono centri limitrofi che non adottano limitazioni e finiscono per attrarre i giovani della città, con rischi sanitari altrettanto gravi. Mastella ne ha preso atto e si è impegnato a sollecitare azioni finalizzate ad uniformare gli orari di attività nei vari comuni della provincia». Esercenti che attraversano una fase delicata. Le nuove restrizioni rischiano di soffocare nella culla i timidi vagiti di ripresa seguiti al lockdown. Lo scenario di sabato sera nel centro storico, con i vicoli letteralmente deserti, ha ricordato i drammatici mesi del blocco totale dopo settimane di allentamenti progressivi che avevano coinvolto tutti, livelli istituzionali inclusi.
 

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La movida appena rinata è già finita? Da Confcommercio arriva una proposta che potrebbe conciliare tutela sanitaria e attività economiche: «Si disciplini l'accesso utilizzando gli appositi sistemi di contingentamento - suggerisce il presidente provinciale Nicola Romano -. Ai varchi principali possono essere facilmente installati dei tornelli che, adeguatamente presidiati, garantirebbero l'ingresso di un numero considerato idoneo. Il ricambio fisiologico delle presenze permetterebbe di avere una concentrazione di persone mediamente accettabile senza particolari rischi, consentendo così agli esercenti almeno un minimo di attività. Per i residenti chiaramente l'accesso sarebbe sempre autorizzato. Non sto inventando niente ma riferendo ciò che è stato già fatto in realtà come Gallipoli e Polignano. È risaputo che lo stop anticipato induce i giovani a spostarsi, cercare altre mete, o peggio a riunirsi in casa. Al contrario, è ormai dimostrato che estendere gli orari garantisce una fruizione più dilatata agevolando il distanziamento. Peraltro, mentre si impongono limiti drastici al commercio, sono autorizzate attività non meno rischiose come il trasporto pubblico. È' una fase veramente drammatica per le famiglie che ancora vivono di commercio in città - conclude Romano - Cerchiamo di non affossarle definitivamente con misure autoritarie e sproporzionate, che non garantiscono nemmeno la dichiarata tutela dei cittadini».
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