Operaio morto, la rabbia dei colleghi
i sindacati: «Sit-in e subito sciopero»

Domenica 10 Ottobre 2021 di Antonio Mastella
Operaio morto, la rabbia dei colleghi i sindacati: «Sit-in e subito sciopero»

Un presidio davanti alla prefettura, domani mattina, a partire dalle 9. Lo hanno deciso, all'unanimità, i tre segretari generali confederali del Sannio, Luciano Valle (Cgil), Fernando Vecchione (Cisl) e Luigi Simeone (Uil). Una determinazione adottata subito dopo avere appreso la notizia della morte del più giovane, appena ventottenne, dei due operai precipitati al suolo con cestello della gru mobile mentre erano intenti a spicconare la facciata di un edificio in viale degli Atlantici. È bastata una breve consultazione tra i leader sindacali per stabilire di dare una prima, concreta manifestazione di «partecipazione, innanzitutto, al dolore della famiglia ma anche per raccontare, in secondo luogo affermano in coro i tre tutto il nostro dolore, tutta la nostra rabbia e dei lavoratori contro questa ennesima morte bianca, contro tragedie che non possono e non devono più accadere». Al sit-in in piazza prenderanno parte, tra gli altri, anche i responsabili di Filca, Fillea e Feneal, i tre segmenti della confederazione sindacale che seguono le vicende del comparto edile. Si tratterà, insomma, di una vera e propria mobilitazione, in attesa dell'incontro con il prefetto Carlo Torlontano che potrebbe esserci già domani.
«Abbiamo anche previsto - avverte Simeone che i lavoratori del settore, in segno di commossa e partecipe solidarietà, si astengano dal prestare la loro opera per almeno un'ora nel corso della mattinata». È una iniziativa dal forte valore simbolico, innanzitutto, con la quale «intendiamo aggiunge in merito Vecchione dare un abbraccio ideale ai cari del giovane così tragicamente sottratto al loro affetto, a quello dei suoi amici, alla vita, in una parola». Ma non si fermerà qui l'impegno del sindacato. Il presidio è solo il preludio di altre iniziative».

Quali saranno le mosse studiate di un percorso che dovrà porre a più presto fine «alla carneficina», le illustra, per tutti, il massimo responsabile cigiellino: «In una ottica assolutamente unitaria, lunedì (domani, ndr) chiederemo un incontro immediato al prefetto». Per chiedergli cosa? «Intendiamo sollecitare spiega un suo deciso intervento perché si attivi, nell'immediato, un tavolo tecnico. Vi si dovranno sedere intorno tutti i vertici delle istituzioni che, a vario titolo, hanno mandato dalla legge a svolgere compiti di ispezione, controllo e vigilanza sulle norme di sicurezza nei luoghi di lavoro». Si vuole, in sostanza, che i responsabili dell'ispettorato del lavoro, dell'Inail, dell'Asl e dell'Inps, insieme coni sindacati vengano convocati dal prefetto, Carlo Torlontano, e con un obiettivo preciso da raggiungere, che, se attuato, sarà destinato a costituire un precedente. «Se saremo ricevuti svela Valle chiederemo che il tavolo diventi permanente perché si parli sempre e solamente di sicurezza. E non se ne dovrà solo discutere puntualizza ma si dovrà procedere all'adozione concreta di ogni strumento utile, funzionale a prevenire qualsiasi possibilità di incidenti». «Una accelerazione è l'analisi di Simeone alla tragedia in generale l'ha data la ripresa del dopo-Covid. Abbiamo ancora di più il dovere di ricondurre il mondo del lavoro al rispetto delle regole, a cominciare dalle nostre parti».

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Consapevoli, peraltro, della drammatica carenza di personale ispettivo di cui soffre Benevento e la sua provincia, i sindacalisti inviteranno il prefetto a inviare una nota puntuale, circostanziata, di «denuncia chiarisce ancora Valle di quanto sia inadeguata, dal punto di vista numerico, la dotazione organica degli enti istituzionalmente preposti a un servizio fondamentale per la salvaguardia dei lavoratori». La «Triplice», dunque, è pronta a scendere in campo, chiamando in causa tutti i soggetti che, a livello locale, siano in grado di determinare le condizioni perché nessuno più muoia o si infortuni «avendo la sola colpa è l'amaro commento di Vecchione - di essere uscito la mattina di casa per guadagnarsi da vivere». È chiaro, in ogni caso, che la lotta non è solo locale. «Statistiche alla mano, in Italia otto aziende su dieci non sono in regola con le norme sulla sicurezza. È evidente conclude il segretario Cisl - che qualcosa si debba muovere a livello nazionale. Intendiamo chiedere, come sindacato, che si faccia chiarezza su quali risorse il Pnrr, ad esempio, abbia in serbo per affrontare il problema della sicurezza qui da noi come nel resto del Paese».
 

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