Ospedale Sant'Alfonso,
​scontro sindaco-minoranza

Mercoledì 1 Dicembre 2021 di Vincenzo De Rosa
Ospedale Sant'Alfonso, scontro sindaco-minoranza

«Bisogna prendere atto di una triste realtà: per la prima volta negli ultimi venti anni non si riesce a fare squadra neanche quando in ballo c'è una questione così sentita, così importante come quella ospedaliera». Così il sindaco di Sant'Agata Salvatore Riccio. Il riferimento è alla mancata unanimità sulla deliberazione passata lunedì sera nel corso del consiglio monotematico sull'ospedale con i soli voti della maggioranza. «I nostri oppositori ancora e sempre, senza alcuna logica né buon senso, antepongono il loro orgoglio al bene della città. Da parte di quest'amministrazione le parole del primo cittadino - c'era volontà di ascoltare, di addivenire a una soluzione condivisa. Non a caso durante la discussione, è stata proposta la lettura di un emendamento a quella stessa proposta di delibera. Un emendamento che certo, cambiava anche nella sostanza il loro deliberato, ma del resto questa amministrazione ha deciso di cambiare atteggiamento nei confronti dei vertici regionali». In De Luca e nelle parole del governatore, Riccio aveva detto in aula di nutrire fiducia. Concetto ribadito ieri: «Con la strada dell'umiltà e del dialogo, della collaborazione istituzionale a tutti i livelli, anche con Confindustria, proviamo a dare alla città quello di cui la città e i paesi limitrofi hanno bisogno. La confusione di ruoli e compiti è tipica dei nostri oppositori. Ne è un esempio la becera strumentalizzazione della negazione del consiglio aperto». Sulla seduta di lunedì e sulla decisione della maggioranza di non far votare il deliberato che i consiglieri di opposizione di Pd e «Dei Goti» avevano portato in aula, è però diversa la versione della minoranza.

«Abbiamo assistito ancora una volta alla deriva istituzionale, professionale e politica denunciano i consiglieri di opposizione -. Ci è stato detto che loro, la maggioranza, in sostanza avranno la testa bassa con il governatore che deciderà cosa fare, non vogliono farlo arrabbiare e, quindi, elemosineranno tutto ciò che vorrà dare. Abbiamo appreso e sentito che un comunicato stampa è un grande risultato, leggi e decreti sono cose inutili. Hanno presentato come emendamento una nuova delibera, mai depositata agli atti, mai partecipata alla opposizione e completamente diversa nei contenuti. Tutto ciò in spregio ad ogni regolamento e statuto comunale. Un consiglio comunale nel quale non puoi intervenire perché ti viene negata la parola, vieni invitato ad andartene, ti viene ordinato in malo modo di allontanarti dal microfono con l'avallo, ancor più grave, della presidenza del consiglio comunale, prima istituzione del popolo, partigianamente sostenuto dal 13esimo uomo in campo. Che continuassero ad anteporre altre priorità, noi siamo e saremo sempre a difesa esclusiva della comunità».

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Ma critico nei confronti dell'operato dell'amministrazione comunale è anche il «Movimento civico per l'ospedale», assente lunedì sera per la decisione della maggioranza di non concedere un consiglio comunale in forma aperta. Attivisti che parlano, proprio con riferimento alla seduta, di «spettacolo indecente», privo di rispetto per il luogo istituzionale e per la tematica trattata. «Dal consiglio si evincono pochi fatti spiegano dal Movimento e in particolare che il decreto 41/2019, frutto di una sollecitazione popolare, è considerato quasi la pietra tombale del nostro ospedale. Noi ne ribadiamo invece l'imprescindibilità. Le domande che avremmo voluto porre aggiungono gli attivisti - sono rimaste senza risposta e non ci sono decreti o atti che danno seguito alle dichiarazioni. Ancora una volta si dichiara la volontà di escludere istituzioni e cittadini dal discorso ospedale, delegando all'azione di un uomo solo al comando. Avremmo dovuto alzare l'asticella del dibattito per una questione così importante e invece assistiamo ancora a discussioni incentrate su rancori mai sopiti».
 

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