Benevento, pace fiscale e Tari:
ok in Consiglio tra le tensioni

Martedì 2 Aprile 2019 di Gianni De Blasio
Un consiglio tra dimissioni richieste (scritte ma non sottoscritte) e altre date (ma per scherzo). Queste ultime, da parte del sindaco Mastella che, a conclusione di una seduta convulsa e a tratti caotica, con ripetute fibrillazioni all'interno della maggioranza, ha sorpreso tutti affermando: «Alla luce di quanto verificatosi, non posso che rassegnare le dimissioni». Momento di gelo, qualche consigliere è sbiancato. Poi, Mastella ha aggiunto: «Vi ricordo che è il primo aprile». Insomma, solo un pesce d'aprile. Pur se il primo cittadino, stavolta parlando seriamente, aveva in precedenza ammonito che la sua pazienza non è infinita e che, se la maggioranza non ritroverà coesione, di certo non rincorrerà questo o quel consigliere, ne prenderà atto già in occasione del voto sul bilancio la prossima settimana.
 
I consiglieri comunali, invece, fatta eccezione per il Pd, ritenendosi offesi, avevano fatto scattare una levata di scudi contro il presidente De Minico. A iniziativa della stessa maggioranza, registrata una condivisione pressoché unanime, era stato scritto un documento per richiederne le dimissioni non essendo stato felice nell'esprimersi. Per ricordare che pure in passato erano stati licenziati atti in assenza di tutta la documentazione (nel caso specifico, in commissione non era stato portato l'allegato B sui costi standard), il presidente ha spiegato che i consiglieri in possesso di un pedigree avrebbero dovuto saperlo e che «questo è il consiglio che la città merita». Frasi che hanno innescato proteste bipartisan, soprattutto da parte della maggioranza, peraltro De Minico addebitava ai presidenti delle commissioni di preoccuparsi poco di recuperare gli atti. E i presidenti, si sa, sono tutti di maggioranza. Immediate bacchettate da Tomaciello, Scarinzi, De Pierro, Del Vecchio, Quarantiello e Chiusolo, con richiesta di scuse. De Minico, poi, spiegherà che non intendeva offendere nessuno e, quando ha accennato al pedigree, intendeva richiamare l'esperienza di alcuni consiglieri. Evidentemente, si è trattato della classica goccia che ha fatto traboccare il vaso poiché è scattata subito l'iniziativa di elaborare un documento per richiedere le dimissioni del presidente. Molti consiglieri erano pronti a firmare, altri dicono che avrebbero informato preventivamente Mastella, fatto sta che il sindaco ha invitato tutti alla ragionevolezza e alla responsabilità stoppando appena in tempo la raccolta delle firme. Per la cronaca, va detto che la revoca del presidente del consiglio non è prevista né dallo statuto e né dal regolamento. Allorquando, però, si è in assenza di previsioni statutarie, la giurisprudenza è orientata nel senso dell'illegittimità della revoca. Per altro verso, la giurisprudenza prevede la possibilità di revoca dalla carica di presidente del consiglio comunale, nel caso questo violi i doveri istituzionali di neutralità politica e, comunque, va motivata in relazione a gravi violazioni di legge o di regolamento. Nonostante le convulsioni, adesso più accentuate di precedenti occasioni, la maggioranza ha portato a casa importanti risultati.

L'approvazione del piano Tari, con «un lieve aumento rispetto al previsto ha osservato l'assessore Serluca considerato che sversiamo in impianti fuori provincia, con spese maggiori per conferimento e trasporto e, inoltre, visto l'acquisto-noleggio di nuovi automezzi da parte dell'Asia, di spazzatrici e potenziamento del personale da adibire allo spazzamento». Critiche da Di Dio, Farese e Del Vecchio, mentre Puzio per i Moderati ha rivendicato rispetto per il suo gruppo e maggiore coesione, «altrimenti noi non ci stiamo più in questa maggioranza». Alla fine, la delibera è stata approvata con 22 sì e 7 no. Licenziata pure quella per la «rottamazione» delle liti fiscali: fino a 1.000 euro si dovrà saldare in un'unica soluzione, oltre i 1.000 euro in 24 rate e comunque entro dicembre 2021. Su proposta dell'assessore Antonio Reale, approvata pure la valutazione delle aree fabbricabili ai fini dell'applicazione dell'Imu per il 2019. L'Ance, l'associazione costruttori esprimerà, poi, soddisfazione per «un risultato significativo frutto di un importante lavoro preparatorio realizzato da tutti i partecipanti al tavolo con l'intento di alleggerire il carico fiscale gravante sulle imprese edili e sui cittadini e fornire così un nuovo impulso all'edilizia ed all'intero indotto».
  © RIPRODUZIONE RISERVATA