Ponte San Nicola, svolta sui lavori:
il ministro De Micheli apre a Mastella

Domenica 1 Dicembre 2019 di Gianni De Blasio
Uno spiraglio per il ponte San Nicola. Che ha bisogno urgente di interventi di manutenzione e rinforzo, indispensabili a restituire al ponte la completa funzionalità, per poi essere costantemente monitorato. Conclusioni ormai risalenti a 7 mesi fa, ma senza che nulla sia accaduto in termini di recupero delle risorse necessarie. Dopo le richieste formalizzate tempo fa dal sindaco di Benevento alla Regione e al governo nazionale, rimaste finora prive di risposta, ecco dischiudersi una speranza.

A Mastella, che le sottoponeva la questione ieri l'altro a Napoli, in occasione dell'inaugurazione della sede di Cassa depositi e prestiti, il ministro Paola De Micheli ha ribattuto: «Un ponte Morandi? Dovremmo avere delle risorse, formalizzateci una richiesta e, credo, non ci saranno problemi». Ovviamente, la titolare alle Infrastrutture e Trasporti nel governo Conte bis non si è sbilanciata in merito all'importo, ma è sicuramente importante la disponibilità manifestata. «Già lunedì, l'ufficio tecnico provvederà ad approntare gli atti conferma il sindaco -, la cifra non è rilevante ma neppure insignificante, in quanto, pur se la commissione non ha quantificato con esattezza il costo degli interventi, ha effettuato con buona approssimazione una stima che prevede un impegno economico pari a 2 milioni e mezzo di euro».

Le verifiche, effettuate e coordinate dal team composto dal professor Edoardo Cosenza, ordinario di tecnica delle costruzioni presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II, dalla professoressa Maria Rosaria Pecce, ordinario di Tecnica delle Costruzioni presso l'Università degli Studi del Sannio, dall'ingegnere Pietro Moretti, socio unico e direttore tecnico della società Cidiemme Engineering, quale consulente indicato dall'Anas, nonché dal dirigente dell'ufficio tecnico comunale Pietro Perlingieri, dicono che gli interventi devono essere realizzati urgentemente, poiché i fenomeni di degrado sono progressivi e quindi devono essere rimosse o ridotte le cause, intervenendo anche con opportuni rinforzi.

In linea di massima, le opere dovranno essere eseguite entro 18 mesi, tenendo conto che quelli di manutenzione sono urgenti quanto quelli di rinforzo poiché atti a ridurre e contenere le cause di degrado. Nell'attesa degli interventi, la funzionalità del ponte deve rimanere limitata. Qualora gli interventi non venissero effettuati nei tempi indicati, si passerebbe dalle limitazioni attuali (è consentita ai mezzi con carico inferiore a 35 quintali), a un'interruzione totale del collegamento tra il quartiere Capodimonte ed il resto della città. Come, peraltro, già accaduto dall'agosto a dicembre dell'anno scorso. «Il ponte riveste un ruolo strategico per l'ingresso in città dall'area orientale della provincia e dalla tangenziale est e per la complessiva circolazione veicolare cittadina ha evidenziato Mastella al ministro De Micheli -, essendo il più importante collegamento tra due popolosi rioni cittadini, tant'è che nei periodi di interruzione al traffico del ponte, si sono registrate vibrate proteste da parte dei cittadini per i disagi conseguenti».

Le verifiche, si ricorderà, erano state originate a seguito dei luttuosi eventi di Genova, con il crollo del ponte Morandi. Lo stesso progettista del S. Nicola, il che non significa che tutte le opere ideate da tale professionista siano a rischio, anzi, l'infrastruttura, pur progettata l'anno precedente rispetto a quella del capoluogo ligure, costituisce uno dei primi esempi di precompressione in Italia e, nelle condizioni iniziali, sarebbe stato in grado di sostenere con adeguato livello di sicurezza anche i carichi previsti dalle attuali normative. Viceversa, dopo oltre 60 anni di vita, le condizioni di conservazione dei materiali dimostrano diversi fenomeni di degrado legati soprattutto all'effetto dell'acqua. © RIPRODUZIONE RISERVATA