Presidio a oltranza in difesa
​dell'ospedale: appello alle istituzioni

di Giuseppe Piscitelli

Ieri mattina una delegazione del comitato civico spontaneo «Curiamo la vita» è andata in missione ad Airola, dove nel piazzale antistante la vanvitelliana chiesa dell'Annunziata si è svolta una manifestazione di solidarietà a sostegno della protesta per il mantenimento in vita, ricollocazione e riclassificazione del presidio ospedaliero «Sant'Alfonso». Esposti alcuni striscioni del comitato ed altri. In quello del locale «Caudium basket club» si poteva leggere: «Giù le mani dall'ospedale Sant'Alfonso». E poi messaggi come «Un bravo politico produce risultati, non spiegazioni» e «La più grande ricchezza è la salute». Una componente della squadra di pallacanestro si è anche incatenata.

Le attiviste sono poi tornate nel presidio per incatenarsi ed attendere le risposte. Le pasionarie di «Curiamo la vita» (Mena Di Stasi, Michela Ottobre, Giuseppina De Masi, Stella Truocchio, Margherita Rossano, Adelina Vene) lanciano un ultimatum al governatore Vincenzo De Luca ed al ministro della sanità, Giulia Grillo: «Fate presto a decidere, altrimenti siamo pronte a riprendere lo sciopero della fame». E sperano anche che De Luca fissi la data per venire nel Sannio a parlarne.

Sotto la tenda del presidio, al freddo di una giornata non primaverile, si è svolta ieri pomeriggio anche la festicciola della prima confessione della figlia di Mena Di Stasi, Simona, che ha preferito che si svolgesse nel luogo dove si trova la mamma da sabato 30 aprile invece che all'oratorio parrocchiale. In un giorno speciale ha risposto così alla mamma: «Voglio venire in tenda con voi...».
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Lunedì 8 Aprile 2019, 11:51 - Ultimo aggiornamento: 08-04-2019 12:00
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