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Pronto soccorso, caso primario:
«Nomina, un flop annunciato»

Venerdì 23 Settembre 2022 di Luella De Ciampis
Pronto soccorso, caso primario: «Nomina, un flop annunciato»

Procedure non corrette per la nomina del facente funzioni alla direzione del Pronto soccorso e del reparto di Medicina d'urgenza del «Rummo,» secondo Cimo- Fesmed che contesta il provvedimento. «L'impegno assunto dal direttore generale Maria Morgante riporta il sindacato in una nota - circa l'indizione di un avviso pubblico per ricoprire temporaneamente il posto di direttore di medicina di urgenza e pronto soccorso dimostra la volontà di risolvere un problema di estrema di importanza. L'iniziativa era attesa da tempo ed è stata accolta con favore dal sindacato dei medici Cimo-Fesmed. Ma nessuno dei 13 medici, potenziali concorrenti all'affidamento dell'incarico, sui 15 in servizio, possono concorrere perché non in possesso di alcun incarico professionale, requisito fondamentale previsto dall'atto deliberativo». 

Emergono, quindi, le omissioni della precedente amministrazione che avrebbe dovuto affidare, per obbligo contrattuale, incarichi professionali a tutti i medici della struttura. «Nonostante i continui solleciti e richiami delle organizzazioni sindacali continua la nota - ai medici con oltre 5 anni di attività ospedaliera che non hanno ottenuto incarichi professionali, è stata preclusa ogni possibilità di carriera per palese negligenza amministrativa, con il conseguente aumento del contenzioso e un notevole danno economico. Il risultato finale è che nessun medico della medicina d'urgenza ha i requisiti richiesti. Evidente inoltre la discrepanza nel trattamento riservato ai dirigenti medici tra il presidio ospedaliero del capoluogo e quello di Sant'Agata de' Goti. Infatti, mentre al pronto soccorso del Rummo il bando è aperto solo ai medici con incarico professionale, del resto procedura corretta in quanto prevista dal contratto, al Sant'Alfonso, per il reparto di medicina interna, questa possibilità viene concessa a tutti i dirigenti medici dell'unita operativa, purché abbiano 5 anni di anzianità di servizio. Ecco perché i medici vanno via dal San Pio ed ecco il perché dell'odioso braccio di ferro tra la federazione Cimo-Fesmed e l'ex manager Mario Ferrante»

Intanto, è stata pubblicata una nuova delibera in cui è specificato che, al provvedimento del 20 settembre sulla selezione per la nomina del direttore di struttura facente funzioni, era stato allegato, per errore materiale, un bando incompleto che è stato poi integrato.

Ieri mattina le organizzazioni hanno incontrato il direttore Morgante. «Siamo soddisfatti dice Guido Quici, presidente nazionale Cimo-Fesmed perché da questa prima riunione è emersa la volontà di collaborazione da entrambe le parti. Noi abbiamo presentato un promemoria con le proposte per sanare le criticità del Pronto soccorso che la manager ha condiviso. Da parte nostra c'è la massima disponibilità alla massima collaborazione per mettere in atto tutte le strategie che servono a rendere servizi adeguati ai cittadini, salvaguardando l'attività e la professionalità del personale». Come già annunciato, hanno rassegnato le dimissioni Gaetano Scalese e Raffaele De Marco, dirigenti medici di anestesia e rianimazione, cui si è aggiunto Francesco Paolo Improda, ginecologo. Continua l'esodo del personale dall'ospedale cittadino, soprattutto se si rendono disponibili nuovi posti nelle strutture ospedaliere delle aree dalle quali provengono molti professionisti che prestano servizio al Rummo. Ovviamente, la possibilità di essere più vicini al luogo di residenza rappresenta un incentivo non indifferente per decidere di trasferirsi.

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Sul fronte Covid, si registrano 109 nuovi contagi, emersi dal bollettino quotidiano della Protezione civile, mentre rimane fermo a 15 il numero dei pazienti in degenza nei reparti del padiglione «Santa Teresa» del Rummo.

Ultimo aggiornamento: 24 Settembre, 19:42 © RIPRODUZIONE RISERVATA